Una piscina comunale a Torre del Greco: fondi per 2,5 milioni dal Pnrr

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L'impianto a Leopardi, al posto dei depuratori. Il paladino delle periferie: «Difendiamo il territorio, l'opposizione voleva un'altra isola ecologica»

Una piscina comunale a Torre del Greco: fondi per 2,5 milioni dal Pnrr
L'area di Leopardi

Torre del Greco. Oggi è un’area abbandonata al degrado, dopo la dismissione del vecchio impianto di depurazione delle acque. Entro il 2026, invece, potrebbe ospitare la prima piscina comunale di Torre del Greco.

Non c’è solo il sogno cittadella dello sport al centro del piano di rilancio promosso dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Giovanni Palomba per la zona di Leopardi, incastonata tra la Litoranea e via Nazionale: l’ente di palazzo Baronale ha, infatti, portato a casa un finanziamento da 2,5 milioni di euro per realizzare una piscina comunale in viale Europa.

I soldi arriveranno direttamente dal piano nazionale ripresa e resilienza nell’ambito del cluster relativo ai progetti sportivi, come messo nero su bianco – all’interno della comunicazione inviata a palazzo Baronale – dal capo dipartimento Michele Sciscioli.

Ora il Comune dovrà accelerare per approvare in tempi stretti il progetto esecutivo per avviare la procedura d’appalto: come per tutte le opere finanziate attraverso il Pnrr, la piscina comunale dovrà essere costruita entro il 2026. «L’ammissione al finanziamento da 2,5 milioni rappresenta una grande notizia per la città, in particolare per la zona di Leopardi – gonfia il petto l’esponente di maggioranza Michele Langella, il «paladino delle periferie» della carovana del buongoverno – La piscina comunale coperta sarà realizzata in viale Europa, dove in passato c’erano i depuratori. Ci abbiamo creduto e abbiamo lottato affinché la zona, da sempre abbandonata e vista solo come la pattumiera della città, venisse valorizzata e riqualificata. E pensare che c’è chi voleva a tutti i costi i rifiuti in quel sito».

Una stoccata all’opposizione di palazzo Baronale che – attraverso un ordine del giorno firmato da Luigi Caldarola, Vittorio Guarino, Vincenzo Salerno e Santa Borriello – avevano proposto un’isola ecologica al posto dei depuratori dismessi.

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