Alberto Dortucci

Torre del Greco, pace tra sindaco e don Giosué nel nome dell’Immacolata (e dei soldi del Comune)

Alberto Dortucci,  
Concerti e tappeti in occasione dei 160 anni del primo carro: l'amministrazione comunale finanzia gli eventi, il parroco dimentica le accuse di «vergogna»

Torre del Greco, pace tra sindaco e don Giosué nel nome dell’Immacolata (e dei soldi del Comune)
Il sindaco Palomba e don Giosué Lombardo

Torre del Greco. L’Immacolata fermò nel 1861 la lava del Vesuvio e oggi spegne la «guerra fredda» tra don Giosué Lombardo – vertice ecclesiale della parrocchia di Santa Croce – e il sindaco Giovanni Palomba. è l’ultimo «miracolo» della Vergine Maria, grazie a cui – complice la pioggia di euro in arrivo dal Comune – la storica processione del carro trionfale sarà accompagnata da un «ricco» programma di eventi, tra realizzazione di tappeti e concerti.

Il botta & risposta

Sono lontani, dunque, i tempi in cui – era il 20 febbraio, alla vigilia del voto in consiglio comunale sulla mozione di sfiducia al primo cittadino – don Giosué tuonava dal sagrato della chiesa madre di Torre del Greco contro i politici di palazzo Baronale: «Vorrei sapere se provano vergogna nel guardare i loro figli costretti a vivere in una città-letamaio dal centro alle periferie», l’insolita omelia-politica dal pulpito. A cui replicò a stretto giro il primo cittadino: scampato in consiglio comunale il fosso della sfiducia, lo storico figlioccio della Dc all’ombra del Vesuvio sventolò polemicamente in aula una maglietta con l’immagine dell’Immacolata e la frase «C’a Maronn t’accumpagna» indirizzata proprio al moderno don Camillo della città del corallo.

Senza vergogna

Esattamente a 8 mesi di distanza don Giosué Lombardo ha messo da parte la vergogna invocata lo scorso inverno e si è seduto al fianco di Giovanni Palomba per presentare le iniziative promosse in occasione del 160esimo anniversario del primo carro dell’Immacolata e finanziate – in buona parte – proprio dalla «vituperata» amministrazione comunale uscita vincitrice dalle elezioni del giugno 2018. Per il ritorno alla processione dopo due anni di stop forzato a causa della pandemia, il Comune pagherà non solo il carro trionfale – già in fase di realizzazione sul bozzetto preparato per l’edizione 2020 – ma anche una serie di iniziative collaterali alla tradizionale festa dell’otto dicembre. A fare da cornice all’evento-clou, infatti, ci saranno due tappeti – uno preparato da uno storico maestro e uno da un giovane emergente – una serie di concerti e sfilate bandistiche nonché le grandi luminarie a piazza Santa Croce. Insomma, se non vera e propria pace, sicuramente tregua. D’altronde, un vecchio adagio – solitamente riferito ai preti – dice proprio: «Fa chell ca dic ij ma nun fa chell ca facc ij’».

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