Ederoclite, ex presidente Pd contro i suoi ex compagni: «Ostaggio dell’area Orlando»

vilam,  

Ederoclite, ex presidente Pd contro i suoi ex compagni: «Ostaggio dell’area Orlando»

«Parliamo davvero ancora di centrosinistra? Per come è andata la campagna elettorale e come è finito il voto credo che, almeno in questo momento, il centrosinistra non esista più. A Napoli e in Campania c’è un Partito Democratico ostaggio di una corrente, quella di Orlando, che non dialoga più con la parte dei Dem che vengono dalla tradizione popolare». Tommaso Ederoclite giura di non avere il dente avvelenato nei confronti del partito del quale è stato presidente e dal quale è stato cacciato dopo un congresso finito addirittura in Tribunale.

Ederoclite partiamo da ciò che sta accadendo in Parlamento. Secondo lei il Governo di centrodestra è già a rischio?

«Abbiamo visto questo “parlamentarismo” nelle coalizioni anche nelle vecchie legislature. Queste schermaglie sono durate per sei mesi arrivando addirittura al tentativo di impeachment del presidente Mattarella. Bisogna comunque sottolineare che Forza Italia, nella persona di Berlusconi, ha capito che senza di lui non c’è maggioranza al Senato e rispetto a quello che è uscito dalle urne può chiedere di più dal punto di vista delle poltrone».

Si sussurra che il Terzo Polo possa già lavorare da stampella.

«Il Terzo polo un ruolo lo ha già avuto per l’elezione del presidente del Senato. Una parte di Iv e Azione può dare una sicurezza in modo da bilanciare le bizze di Forza Italia. Il problema reale e vero è che c’è bisogno di una forma di opposizione non solo in Parlamento ma ideologico perché il centrodestra mettendo La Russa ex mazzolatore di strada della destra sociale e Fontana contro aborto, contro il mondo lgbt, ha già dato i primi segnali sotto il profilo politico. E ancora dobbiamo vedere le nomine del Governo»

E il centrosinistra cosa fa?

«Il Pd di questi segnali non ne ha colto nessuno. Il centrosinistra non esiste più. I Cinque Stelle camminano da soli, il Pd non dialoga con nessuno. Se si dovesse parlare di centrosinistra andrebbe ricostruito dalle basi. Vedremo in Parlamento che abbiamo già tre opposizioni: se riusciranno a ricostruire un campo politico e a ricostruire questa definizione forse abbiamo un futuro davanti»

Lei è un ex del Pd: di quel partito è stato anche Presidente.

«Già. Mi hanno portato in tribunale quando sciolsero il congresso e dissero che era stato fatto un imbroglio di tessere. Allora stetti zitto. I nuovi erano Sarracino, Oddati e altri. Quelli che poi hanno dato vita qualche anno fa a un congresso farsa dove c’era un solo candidato, tutti chiusi nelle stanze per decidere quali numeri far uscire. Il Pd napoletano sono tre anni che è commissariato da una sola corrente che fa capo a Orlando e Provenzano. Dove è finita l’anima popolare del partito? Perché anche nelle ultime elezioni non si sono visti all’opera Mario Casillo, Lello Topo o Massimiliano Manfredi o Bruna Fiola? Ora all’interno devono riprendere le redini del partito. Ma considerando i risultati degli ultimi anni, non solo quelli delle Politiche».

A cosa si riferisce? «Vedendo i risultati elettorali degli ultimi anni la situazione è palese: il Pd di De Luca è passato da 9 a sei consiglieri regionali. Con la vittoria di Manfredi a Napoli ha preso solo il 12 per cento. Sarracino è stato un uomo solo al comando. Ha fatto il segretario del bello e cattivo tempo. Ora spero che dal punto di vista dell’opposizione interna, nei prossimi mesi, quella classe dirigente che ha fatto la storia del Pd napoletano dica ci siamo di nuovo noi. Per ora, guardando i numeri, è un fallimento».

Qual è il percorso attuale di Tommaso Ederoclite?

«Guardo con interesse ad Azione ma solo perché sono andati in quella direzione quelli che stavano nel Pd e nell’area liberale, riformista e progressista. Se il Pd regionale, attualmente commissariato sempre dall’area Orlando, tornasse ad essere libero allora potrebbe esserci anche uno spazio politico che potrebbe creare ad esempio il candidato alla segreteria Bonaccini per i riformisti e i liberali e tornerei a parlare e dialogare ancora».

CRONACA