Castellammare. Bruciano la legna per i falò dell’Immacolata di un rione rivale, scoppia un incendio

Tiziano Valle,  

Castellammare. Bruciano la legna per i falò dell’Immacolata di un rione rivale, scoppia un incendio

Mancano poco meno di due mesi alla notte dell’Immacolata, ma i giovani dei vari quartieri che raccolgono la legna per i falò illegali sono già attivi da settimane. E la battaglia tra un rione e l’altro comincia a produrre i primi danni in città. Nella giornata di ieri, infatti, i vigili del fuoco sono stati costretti a intervenire per spegnere un incendio che è divampato in un terreno nei pressi di via Raiola, dove un gruppo di giovani aveva accumulato una grossa quantità di legna, che poi doveva essere data alle fiamme la notte dell’Immacolata. I pompieri hanno domato l’incendio evitando che quel rogo potesse provocare danni anche alle auto parcheggiate poco distanti e alle abitazioni della zona. Sul posto presente anche una pattuglia della polizia municipale, che ha accertato che quell’incendio era stato appiccato da un gruppo di giovani di un altro quartiere che, non riuscendo a portare via quella legna, per dispetto ha deciso di darla alle fiamme. Un episodio che rischia di non restare isolato, perché da sempre le bande di giovani dei diversi rioni tentano di rubarsi la legna accumulata durante la raccolta e di danneggiarsi a vicenda. Tant’è vero che spesso vengono organizzati anche turni di notte da parte dei giovani, per fare da guardia alla legna raccolta. Il problema, però, è che non si è mai riusciti a regolamentare una tradizione di fatto illegale. I falò dell’Immacolata vengono accesi senza alcuna autorizzazione nei rioni e la città da sempre si spacca, tra chi è contrario a questa pratica (per i danni che vengono arrecati alle strade e la mancata sicurezza) e chi invece vorrebbe vedere ogni quartiere accendere il proprio falò. Lo Stato ha alzato il livello dei controlli dopo il grave episodio che si è verificato nel 2018 nel rione Savorito, dove il falò dell’Immacolata diventò l’occasione per una minaccia esplicita ai pentiti di camorra (quattro persone sono state condannate per questa vicenda). La passata amministrazione voleva provare a organizzare un grande evento in villa (un concerto e il palio dei fuochi sull’arenile), per provare ad attirare la gente sul lungomare. Ma il progetto non è mai andato in porto.

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