L’allarme dai Comuni: bilanci a rischio a causa del caro-bollette

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L’allarme dai Comuni: bilanci a rischio a causa del caro-bollette

«La situazione del caro bollette sulle famiglie ma anche sui Comuni rischia di diventare esplosiva. Anche noi come amministratori potremmo avere delle difficoltà ad approvare i nostri bilanci, considerato gli aumenti dei costi. Serve un patto istituzionale tra Comuni, Regione e Governo per superare questa crisi»

Raffaele De Luca è il sindaco di un piccolo comune, quello di Trecase, che però ha gli stessi problemi delle grandi città.

Sindaco la crisi energetica sta creando disastri. Per le famiglie, per le imprese e per i comuni. Lei come la sta gestendo? «Abbiamo un ulteriore carico di responsabilità perché il caro bollette mette in ginocchio le famiglie, i commercianti e le imprese. Per quanto riguarda un Comune le dico che l’ente deve far fronte ai costi dell’energia elettrica e e del gas dei termosifoni per le scuole. Questo ci crea grossi disagi, avremo problemi a chiudere il prossimo bilancio e non so se lo chiuderemo. I costi sono aumentati in maniera esponenziale: solo noi prevediamo un aumento di 200mila euro di energia. In un comune come il nostro è difficile da sopportare, ma la situazione è drammatica anche per le altre città».

Ci sono delle iniziative che state attuando?

«Ci attiveremo per quello che possiamo perché facciamo affidamento sulle istituzioni sovra comunali. Purtroppo non abbiamo risorse per rispondere a queste gravi criticità. Io sono componente del consiglio direttivo dell’Eic e con la Gori abbiamo approvato il bonus idrico integrativo e il bonus morosità per le famiglie che hanno isee inferiore ai 12mila euro. Con questa iniziativa a una famiglia media si consente di risparmiare duecento euro sul consumo d’acqua. E’ un passo importante e dovremmo esportarlo anche su altre situazioni»

Lei oltre che sindaco è anche coordinatore provinciale di Forza Italia. Il partito ha rette bene nel voto di settembre alla rivoluzione voluta da Martusciello.

«Se guardiamo all’ultima elezione, quella della Regione, quando c’era ancora la vecchia nomenclatura che gestiva il partito eravamo arrivati sotto al 5%. La rivoluzione di Martusciello voluta dal partito a livello nazionale ha dato i suoi frutti. Alle Politiche abbiamo raddoppiato i consensi arrivando all’11%. Considerato che quelli che sono fuoriusciti e non erano d’accordo col nuovo corso, sono andati via prima del voto e non c’è stato neanche il tempo di organizzare un grande lavoro, penso che il cambiamento sia stato premiato dagli elettori. Se consideriamo che la parte fuoriuscita è la vecchia dirigenza che ha avuto la guida negli ultimi 15 anni, parliamo di Carfagna, Russo, Pentangelo, Siano e Cesaro, se consideriamo l’effetto tsunami dei Cinque Stelle in provincia di Napoli, allora il nostro risultato assume un valore ancora più alto ed eccezionale».

In Campania, poi, Forza Italia elegge cinque parlamentari. Lei crede alla filiera istituzionale?

«Dai parlamentari che abbiamo eletto ci si aspetta quello che si è detto in campagna elettorale. L’impegno di non sparire all’esito del voto ma di essere vicino ai cittadini del collegio. Annarita Patriarca è stata eletta in questo collegio e ci aspettiamo la vicinanza per la risoluzione di problemi che da anni affliggono queste realtà e per le quali c’è stato c’è bisogno di una mano: penso al caos abbattimenti, alla vicenda condoni. Siamo convinti che i nostri parlamentari possano dare voce e risultati a queste istanze così sentite dai cittadini».

Il territorio della provincia Sud di Napoli è ricco di ogni eccellenza, ma spesso caratterizzato da particolarismi che frenano uno sviluppo complessivo dell’area.

«Io le dico che la mia esperienza parla di una sinergia forte tra i sindaci vicini con cui abbiamo grandi rapporti di amicizia e colleganza, rispetto e collaborazione. In più di una circostanza ci siamo messi insieme per partecipare a finanziamenti, penso a quello per i fondi Pnrr con la regia di Città Metropolitana. Siamo nove comuni destinatari di un finanziamento di 50 milioni di euro con un progetto unico. Penso che dovrebbe funzionare sempre così».

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