Pestato dalla baby gang a Pompei: Identificato il branco

Giovanna Salvati,  

Pestato dalla baby gang a Pompei: Identificato il branco

Sono stati individuati i tre violenti che nei giorni scorsi avrebbero picchiato e bullizzato un ragazzino, loro coetaneo per un’ora in una delle zone periferiche di Mariconda, tra Scafati e Pompei. Un video che in poche ore è diventato virale e che ha fatto scattare subito l’indignazione e la rabbia di tanti che hanno denunciato, attraverso i social l’episodio. Le immagini sono rimbalzate sulle pagine di Facebook e i volti dei tre ragazzini,s eppur oscurate, hanno inevitabilmente avviato una inchiesta da parte delle forze dell’ordine che ora stanno cercando di individuare anche la vittima. E così ancora un altro episodio di bullismo, ancora un’altra storia sulla quale ora bisognerà fare chiarezza ma soprattutto un giallo che è ancora tutto da ricostruire. Tutto parte da un video che in poche ore ha fatto il giro del web incassando migliaia di visualizzazioni. Pubblicato sulla pagina Facebook e rimbalzando da una parte all’altra fino alla denuncia presentata dal consigliere Emilio Borrelli. All’interno del video si sentono schiamazzi ed urla poi giù con pugni fino ad una violenza che non si ferma nemmeno di fronte alle lacrime della vittima, che è solo un bambino. Forse meno che 12enne. Gli aggressori sono altri ragazzini come lui. Tutto immortalato in un video che reso pubblico dal giornalista Pino Grazioli. Il fatto è avvenuto a Pompei. Nelle immagini si sentono suoni di schiaffi e un ragazzino che esorta il suo coetaneo a non uscire di casa. Una clip davvero forte, che risulta quasi agghiacciante per la sequenza delle immagini. Un ragazzino piccolo, indifeso che viene offeso, ingiuriato, e deriso così tanto da piangere ed implorare di smetterla. Ma senza aver alcun seguito. Quelle lacrime in poco tempo hanno fatto scatenare l’inferno, un video che doveva essere personale ma che invece alcuni ragazzini hanno iniziato a far girare fino a farlo diventare in modo inconsapevole virale ed una prova schiacciante.

Il tutto a poco più di un mese di distanza dalla morte di Alessandro, il 13enne di Gragnano precipitato dal quarto piano della sua abitazione dopo aver ricevuto presunte minacce dalla ex e dai suoi amici. Propileni giorni scorsi peraltro era scattata anche un’altra denuncia all’interno del plesso scolastico del rione Gescal di Boscoreale dove alcuni ragazzi avevano denunciato episodi di bullismo e le mamme avevano effettuato una protesta all’esterno della scuola. Insomma un fenomeno che sta crescendo in un modo incredibile e fa paura soprattutto perché sono sempre pochi i giovani che denunciano. Per ora non sono state presentate denunce da parte di nessuno e si aspetta per cercare di fare chiarezza sull’intero episodio. La violenza sarebbe avvenuta all’interno di una delle zone periferiche a confine tra Scafati e Pompei e il bullo che picchia il ragazzino sarebbe il nipote di un ras di Torre Annunziata. Dettagli al momento che non sono stati ancora riscontrati e che saranno verificati dagli inquirenti che ora indagano sull’intera vicenda. Resta l’allarme per l’ennesimo caso di microcriminalità in un territorio come quello mariano, negli ultimi anni diventato sempre più teatro di violente risse a cura di spietate babygang.

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