Meloni lavora sui Ministri: ma solo tre saranno del Sud

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Meloni lavora sui Ministri: ma solo tre saranno del Sud

Durante la campagna elettorale uno degli errori del centrosinistra, spaccato nei suoi diversi rivoli che si chiamano Pd, Cinque Stelle e Terzo Polo, è stato quello di non evidenziare che il Sud avrebbe avuto vita difficile con un governo di centrodestra. Mentre mancano pochi giorni, si sussurra che venerdì potrebbe essere quello decisivo per la convocazione al Quirinale di Giorgia Meloni per l’incarico, il totonomi dell’esecutivo targato Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia, continua a sfornare solo personalità del Nord. Rispetto ai 27 incarichi che la premier in pectore sta per attribuire, infatti, sono solo tre le personalità che fanno riferimento al Mezzogiorno. Un ruolo importante, ad esempio, sarà quello di Matteo Piantedosi. Nato a Napoli ma laureatosi a Bologna, il Prefetto partenopeo dovrebbe andare a coprire la casella del Ministero dell’Interno chiesta con forza da Matteo Salvini che, però, si è trovato davanti al muro messo della Meloni. Tra i potenziali ministri del Mezzogiorno potrebbe esserci anche Nello Musumeci, ex Governatore della Regione Sicilia e uomo forte di Forza Italia. Terzo e ultimo nome con radicamento al Sud, Simona Renata Baldassarre, ultracattolica, leghista, pugliese e potenziale ministro della Famiglia al posto di Lorenzo Fontana eletto presidente della Camera. Per il resto, dunque, tutte le caselle più importanti saranno espressione del nord a conferma della trazione settentrionale. Non appare, però, preoccupato invece il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi: “Io penso che qualsiasi Governo ci sarà penserà all’interesse dei cittadini. Visto che noi tuteliamo l’interesse dei cittadini, andremo d’accordo con tutti i governi” le sue parole sul Governo Meloni. Ieri ancora una show di Silvio Berlusconi che, dopo aver trovato l’accordo con la Meloni, sta facendo di tutto per distruggerlo. “Il ministro della Giustizia è l’ex presidente del Senato Elisabetta Casellati”. E’ quanto ha sostenuto Silvio Berlusconi. Che ha incassato la nomina di Licia Ronzulli a capogruppo di Forza Italia per la Camera e starebbe spingendo per la nomina di altri tre ministri forzisti. “Ma la Meloni mi ha riso in faccia” ha ammesso. Non prima di aver candidamente confermato di aver riallacciato i rapporti con Putin che gli avrebbe anche inviato venti bottiglie di vodka. Ma ci sono anche temi seri e la formazione del Governo a cui toccherà la soluzione di emergenze davvero gravi, viene guardata con attenzione anche e soprattutto dagli industriali.  Ricordando che la crescita ha consentito al Governo Draghi di disporre di risorse “mai viste prima”, destinandole alla spesa sociale, Bonomi ha poi aggiunto che “quelle risorse, con la crescita prevista, non ci saranno più. Il nostro paese sta impegnando tra i 15 e i 18 miliardi ogni trimestre per interventi a sostegno dell’economia. Se mettiamo che l’anno prossimo dovremo rifinanziare la decontribuzione dei salari, aggiungere 10 miliardi per la perequazione delle pensioni, e 5 miliardi per il rinnovo dei contratti pubblici, capiamo che non ci saranno risorse. Ed è per questo che io ho chiesto – ha detto ancora – che tutte le risorse disponibili siano impiegate sull’energia”. Gli industriali sono preoccupati anche del fatto che sono ancora tanti i soldi stanziati per le misure legate all’assistenza. Tra queste il reddito di cittadinanza.

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