Castellammare come il Grande Fratello: 249 telecamere per migliorare la sicurezza

Tiziano Valle,  

Castellammare diventerà una città “Grande Fratello”, con 249 telecamere puntate su altrettante strade e una cinta di occhi elettronici al confine con Torre Annunziata, Pompei, Gragnano, Santa Maria la Carità e Vico Equense capaci di leggere le targhe e quindi offrire agli investigatori l’opportunità di sapere in ogni istante chi esce e chi entra dalla città. Un risultato che si potrà raggiungere con il nuovo progetto per l’ampliamento del sistema di videosorveglianza che è stato approvato dai commissari prefettizi che si sono insediati a Palazzo Farnese, dopo lo scioglimento per camorra del consiglio comunale. L’obiettivo è quello di aggiungere altre 130 telecamere a un impianto che oggi ne conta 119, di cui molte non a infrarossi e quindi pressoché inutili quando cala il buio. Per quanto riguarda i 130 nuovi occhi elettronici di cui dovrebbe essere dotata la città, 40 potrebbero essere installate grazie a un finanziamento da 250mila euro che il Comune ha chiesto al Ministero dell’Interno attraverso il progetto “Castellammare Città Sicura”. Quei fondi servirebbero non solo per acquistare le nuove telecamere, ma anche per lo spostamento di alcuni occhi elettronici – ormai obsoleti – in zone ritenute meno sensibili e soprattutto per l’acquisto di software che potrebbero garantire una migliore gestione dell’impianto di videosorveglianza, in particolare per quanto riguarda l’archiviazione dei filmati e la possibilità (riservata alle forze dell’ordine) di consultarli anche mentre si è in strada. Proprio il confronto con carabinieri, polizia e guardia di finanza è stato determinante per il Comune, per individuare le aree dove c’è necessità di rafforzare il sistema di videosorveglianza. Non a caso, le 40 nuove telecamere verranno installate quasi tutte nella periferia nord di Castellammare e in particolare nei quartieri Savorito, Ponte Persica e Cmi. Previsto un rafforzamento degli impianti anche in villa comunale, dove dovranno essere sostituite quelle malfunzionanti, e in piazza Giovanni XXIII. Una necessità emersa la scorsa estate, quando nel corso di una sparatoria che si verificò proprio nella piazza che ospita il Comune e costò il ferimento per errore di una ragazza, gli investigatori furono costretti a ricorrere alle telecamere di alcune attività commerciali della zona per provare a identificare il sicario. Una vicenda che ha spinto ancor di più i commissari straordinari a spingere sull’acceleratore per quanto riguarda la sicurezza. Il Comune, non a caso, è pronto a finanziare con fondi propri l’installazione di ulteriori 30 telecamere che andranno a sommarsi alle 40 assicurate dal Ministero dell’Interno.  Gran parte delle risorse saranno investite sulle telecamere “a lettura targa” che «dovranno consentire oltre all’archiviazione dei dati, la possibilità di collegamento in autonomia con le banche dati della Motorizzazione per rilevare tasse scadute, collaudi scaduti, mancata copertura assicurativa, auto rubate o rottamate. Tale telecamera risulta particolarmente indicata per applicazioni nelle quali il veicolo viaggia a velocità sostenuta in quanto la presenza della lente varifocale, ad ampio campo di regolazione, consente alla telecamera di adattarsi a tutte le situazioni di messa a punto», si legge nel progetto che spiega che l’obiettivo «è avere un “perimetro di sicurezza” definibile come un anello entro il quale è monitorato tutto quanto entra ed esce dalla città, tracciando eventuali spostamenti di elementi o gruppi radicati in specifiche aree urbane. All’interno di questo anello, posto a controllo di tutto il perimetro cittadino, sarà effettuato sia il video controllo delle varie zone, sia la rilevazione in tempo reale delle targhe dei veicoli in transito».

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