Alberto Dortucci

Torre del Greco, rissa a piazza Santa Croce: spunta una pistola

Alberto Dortucci,  
I retroscena dell’arresto del 19enne di via Gradoni e Canali. Sullo sfondo il «business» delle frodi informatiche

Torre del Greco, rissa a piazza Santa Croce: spunta una pistola

Torre del Greco. Resta rinchiuso dietro le sbarre del carcere il diciannovenne arrestato lo scorso week end perchè trovato in possesso di armi e droga. A 72 ore dal blitz dei carabinieri in via Gradoni e Canali – la traversa di collegamento tra via Fontana e corso Umberto I, cuore del centro antico di Torre del Greco – A.C. è comparso davanti al gip Antonello Anzalone del tribunale di Torre Annunziata per l’interrogatorio di garanzia. Il giovane – fino a oggi, incensurato – si è avvalso della facoltà di non rispondere, rinviando qualsiasi strategia difensiva davanti al tribunale del Riesame di Napoli. Ma, a margine della convalida del fermo eseguito dai carabinieri della caserma Dante Iovino, sarebbero emersi i primi e inquietanti retroscena della vicenda: la pistola ritrovata a casa del diciannovenne aveva il colpo in canna e, dunque, era pronta all’uso.

La rissa a Santa Croce

All’abitazione di A.C. i militari dell’Arma guidati dal capitano Andrea Leacche sarebbero arrivati al termine di un’indagine-lampo su una rissa avvenuta sabato sera – intorno alle 22 – in piazza Santa Croce. Secondo la prima ricostruzione delle forze dell’ordine, davanti alla chiesa madre di Torre del Greco sarebbe scoppiata una lite per qualche «sfottò» a un uomo in evidente stato d’ebbrezza. Improvvisamente sarebbe spuntato un coltello e un giovane – evidentemente spaventato dalla lama – sarebbe finito in terra e poi sarebbe stato colpito a calci e pugni. Di lì a qualche minuto sarebbero accorsi alcuni parenti della «vittima» con una pistola tra le mani a caccia di vendetta. Una «spedizione punitiva» immediatamente segnalata da qualche testimone della rissa al centralino della caserma Dante Iovino: in pochi minuti i carabinieri erano arrivati in piazza Santa Croce, ma i protagonisti della vicenda si erano già dati alla fuga. Attraverso le testimonianze raccolte sul posto, gli uomini in divisa erano riusciti a risalire al diciannovenne, compagno di una parente degli aggressori: risalendo il filo rosso dei legami familiari, i carabinieri avevano fatto irruzione nell’abitazione di via Gradoni e Canali in cui A.C. abita da solo. Una felice intuizione, perché – all’interno del modesto appartamento del centro antico – gli investigatori hanno rinvenuto e sequestrato una pisto­la Radom Vis35 calib­ro 9×21 con matricola punzonata e 34 pro­iettili di vario cal­ibro. È bastato un attimo ai carabinieri per accertare come l’arma avesse il colpo in canna e fosse pronta all’uso. La pistola è stata inviata al Racis di Roma per essere sottoposta agli accertamenti del ca­so per verificare un suo utili­zzo in fatti di sang­ue.

Le frodi informatiche

Non solo: in casa del diciannovenne sono state sequestrate di­verse dosi di hashish per un peso comple­ssivo di 38 grammi e trovate anche 8 car­te di debito e prepa­gate, un «dettaglio» destinato a spalancare nuovi scenari investigativi sul fenomeno delle frodi informatiche all’ombra del Vesuvio.

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