Bilanci e sanità, le Regioni chiedono un «patto» al Governo

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Bilanci e sanità, le Regioni chiedono un «patto» al Governo

Roma. Equilibri dei bilanci regionali, trasporto pubblico locale e sanità. Sono le tre macro aree individuate dalla Conferenza delle Regioni nella bozza delle proposte che verranno presentate al nuovo governo e sulle quali si chiedono interventi. “Le previsioni di crescita economica che non sono incoraggianti né per il nostro Paese né per l’Europa, l’acuirsi delle tensioni internazionali – è detto nel documento – l’aumento incontrollato dei costi delle materie prime, richiedono l’adozione di misure adeguate a garantire il sostegno economico e a tutelare tutti i diritti costituzionalmente protetti dell’intera popolazione”.

Nella bozza del documento si fa riferimento alle difficoltà “di approvvigionamento delle forniture” che “deve essere trasformata in occasione per ricreare posti di lavoro attraverso filiere corte, partendo da alcuni ambiti prioritari già promossi a livello europeo ed impostare una strategia di politica comune che abbracci la ricerca e l’innovazione tecnologica, la cyber security, i settori a forte intensità energetica, le energie rinnovabili, la digitalizzazione e la salute”.

In questo contesto la Conferenza delle Regioni chiede all’esecutivo guidato da Giorgia Meloni di adottare, già a partire dalla prossima legge di bilancio, soluzioni sulla salvaguardia dei bilanci regionali “sottoposti a dura prova a causa di maggiori costi per il costo dei prodotti energetici e di funzionamento per le proprie organizzazioni”. Su questo tema le Regioni intravedono criticità anche alla luce del “riversamento della tassa auto alla Stato”.

Se i decreti per ogni esercizio in sospeso fossero tutti presentati entro la fine dell’esercizio “le regioni dovrebbero compensare allo Stato circa 1,3 miliardi (compreso il 2022). Questa situazione determinerebbe sicuramente seri problemi per il rispetto degli equilibri di bilancio 2022. Si ritiene almeno doverosa una rateizzazione della restituzione anche in considerazione del fatto che mancano poco meno di 3 mesi alla chiusura dell’esercizio 2022”.

Per quanto riguarda il capitolo Pnrr la Conferenza chiede un “coinvolgimento diretto nell’eventuale proposta di aggiornamento” mentre in tema di crescita e sviluppo per le Regioni “occorre affrontare con urgenza la questione demografica mettendo in campo politiche per la natalità, la famiglia, i servizi all’infanzia e sulle nuove generazioni, nonché per favorire i nuovi modelli di organizzazione flessibile del lavoro e di business”. Sul versante trasporto pubblico le Regioni mettono in luce che le aziende hanno registrato “impennate anche importanti dei costi energetici e carburanti.

Il fondo, nonostante l’incremento previsto nel DL Aiuti ter, (in totale 140 milioni di euro) è assolutamente insufficiente” visto che il reale “fabbisogno per il 2022 del settore” è di “circa 420 milioni di euro per i maggiori costi energia elettrica e 65 milioni di euro per i carburanti solo per il periodo gennaio – aprile 2022”. Sulla sanità le Regioni individuano la carenza di personale e il contrasto alla pandemia in cui i territori, pur essendo terminata la fase emergenziale, “sono tutt’ora impegnati nell’attività di contrasto. E’ essenziale poter disporre di indicazioni per adeguare le strategie di gestione della pandemia all’evoluzione dello scenario epidemiologico, a partire dalla conduzione della compagna vaccinale autunnale con l’impiego degli attuali vaccini bivalenti”.

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