Castellammare. Sospeso lo sportello per i detenuti, dopo l’arresto del garante Pietro Ioia

Michele De Feo,  

Castellammare. Sospeso lo sportello per i detenuti, dopo l’arresto del garante Pietro Ioia

«L’arresto di Pietro Ioia ha sconvolto chiunque, noi non abbiamo avuto nessun contatto con il garante dei detenuti dopo l’inaugurazione dello sportello». È Giovanna Massafra, presidente dell’associazione “L’incrocio delle idee” a parlare. A gennaio di quest’anno, in collaborazione con Pietro Ioia, garante dei detenuti per la città Metropolitana di Napoli, arrestato nei giorni scorsi per aver consegnato ai detenuti droga e cellulari, diede il via ad uno sportello per i carcerati presso la sede dell’associazione a Via Gesù. «Siamo sorpresi, come lo sono tutti. Una notizia che ci lascia senza parole dato che si tratta di una persona che si sarebbe dovuta adoperare per il rispetto dei diritti umani e per la legalità – spiega Giovanna Massafra – C’è da dire che dopo quell’incontro non abbiamo più interloquito con Pietro Ioia. Allo sportello aperto lo scorso gennaio non è mai arrivata nessuna segnalazione, e di conseguenza il garante dei detenuti predisposto, Pietro Ioia, non è più venuto presso la nostra associazione. Non vogliamo esprimerci sulla vicenda dato che non conosciamo personalmente Ioia. C’è da dire che lo sportello, visto l’assenza di segnalazioni, non è mai entrato realmente in funzione. Il progetto va avanti anche se momentaneamente, visto la mancanza di un garante di zona, è sospeso. Valuteremo con l’evolversi delle nomine istituzionali se portare avanti lo sportello che fino ad ora non ha avuto segnalazioni, a differenza di quello per il maltrattamento delle donne che è sempre attivo ed operante». Lo sportello dei detenuti di Via Gesù fu inaugurato a Castellammare il gennaio dello scorso anno con un evento a cui ha partecipato lo stesso Pietro Ioia che durante il suo intervento aveva denunciato le carenze igieniche, le condizioni disumane dei detenuti in carcere e la non rieducazione dei detenuti durante la permanenza negli istituti penitenziari. Lo sportello doveva essere uno dei mezzi per mettere in contatto le famiglie dei detenuti e il garante, ma a Castellammare non è arrivata nessuna richiesta di aiuto.

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