Dramma housing sociale a Sant’Agnello: il costruttore batte cassa con i proprietari

Mauro de Riso,  

Dramma housing sociale a Sant’Agnello: il costruttore batte cassa con i proprietari

«Pagate il rateo mensile o ci attiveremo per lo sfratto». Il costruttore ora batte cassa e, con una nota inoltrata agli inquilini delle case in housing sociale di via Monsignor Bonaventura Gargiulo, chiede la corresponsione delle quote di settembre e ottobre, valutando di adire le vie legali per lo sgombero degli appartamenti. Sono 38 i nuclei familiari che hanno ricevuto le case in assegnazione e che, dopo la tempesta giudiziaria che rischia di annullare i loro investimenti, si sono viste improvvisamente recapitare la lettera dell’amministratore della Shs srl, la società che ha effettuato i lavori per la realizzazione del complesso immobiliare composto da 53 appartamenti, oltre a box e locali commerciali, finito al centro dell’inchiesta che vede ora a processo anche il sindaco Piergiorgio Sagristani e altre 21 persone con l’accusa di lottizzazione abusiva e altri reati. Nello scorso mese di maggio, a fronte del giudizio pendente sullo sgombero degli immobili, i pagamenti erano stati sospesi per tutti gli inquilini. Ma la decisione del gup, che il 27 luglio scorso (tre giorni prima dei termini previsti per lo sfratto) aveva sospeso lo sgombero fino alla sentenza definitiva, aveva indotto il costruttore ad inoltrare agli occupanti una circolare, in data 22 agosto, per chiedere la ripresa dei versamenti del rateo mensile. Una richiesta che non ha trovato riscontro, inducendo pertanto la Shs srl ad imporre un ultimatum alle famiglie. «Se decidete di non corrispondere i ratei mensili per l’occupazione dell’alloggio secondo il contratto aggiuntivo sottoscritto – si legge nella circolare dell’amministratore della società – la Shs non avrà più interesse a concedere l’uso degli alloggi agli attuali occupanti e preferirà attendere l’esito del procedimento penale attivandosi sin d’ora con il giudice civile e penale per l’immediato rilascio degli immobili». Un’ulteriore tegola, dunque, che rischia di abbattersi sugli occupanti, che soltanto tre mesi fa avevano tirato un sospiro di sollievo per la decisione del giudice di sospendere lo sgombero: un provvedimento impugnato dalla Procura di Torre Annunziata il cui ricorso sarà discusso a gennaio in Cassazione, mentre la prima udienza del processo ai 22 imputati si terrà a fine novembre. Ed è proprio un gruppo di assegnatari delle case in housing sociale, esausti per le peripezie che li vedono coinvolti, a contestare la nota inoltrata dalla Shs. «Abbiamo sospeso i pagamenti per due ordini di motivi. – spiegano alcuni occupanti – In primis c’è il sequestro degli immobili, che ha stravolto tutti gli accordi previsti nel contratto, rispetto al quale siamo stati sempre adempienti finché non si sono verificati questi elementi nuovi. E poi c’è anche un aspetto di natura fiscale, dal momento che i pagamenti non sarebbero giustificabili per un appartamento sotto sequestro». Gli assegnatari hanno versato al momento circa il 60% dell’intero importo da corrispondere, per un totale di quasi 200mila euro in media per ogni famiglia. «È un paradosso che sia il costruttore a chiedere lo sgombero – sostiene il gruppo di occupanti – dal momento che il “riservato dominio” ancora non c’è. E gli immobili sono attualmente nella disponibilità del costruttore e soltanto in uso a noi».

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