Tiribocchi: «Noi della B pronti a aiutare il Savoia»

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Tiribocchi: «Noi della B pronti a aiutare il Savoia»
foto tratta dalla pagina fb casa savoia

“Io e tutti i ragazzi di quel Savoia che andò in B siamo a disposizione per aiutare il club”. Simone Tiribocchi è legato alle sorti della realtà calcistica di Torre Annunziata. Il suo legame non si è mai interrotto dopo quella stagione che portò i savoiardi in caletterai dopo la finale play off vinta contro la Juve Stabia. Il “Tir” ha ancora una chat con tutti i protagonisti di quella impresa.

Simone puoi raccontarci come iniziò la tua avventura al Savoia? “Ero nella Primavera del Torino. Il fratello del presidente Moxedano venne a vedermi qualche mese prima quando giocai, insieme ad Alessi, entrambi poi finimmo proprio al Savoia, durante un torneo di Viareggio dove partecipò anche la squadra di Torre Annunziata. Mi misi in mostra e fu lì che nacque la scintilla che poi mi portò a giocare con loro”.

Al Savoia hai segnato anche il tuo primo gol in un campionato professionistico “Ho segnato in tutte le categorie, ma il primo gol tra i big con il Savoia è quello che ancora oggi mi emoziona ancora. Giocavamo contro l’Ascoli, feci una splendida rovesciata. Ho però un rammarico, non riesco più a trovare il video nemmeno in rete. Colgo l’occasione per lanciare un appello ai tifosi o giornalisti che seguivano quel Savoia affinché possano farmi recapitare questo gol. Ha un valore inestimabile per me”. C’è un’immagine che ti porti ancora dentro di quella cavalcata? “Quel campionato è stata una palestra di vita per me. Ho imparato davvero tanto. Ero giovanissimo, mi trovavo alla mia prima esperienza in una squadra professionistica. Certamente la finale contro la Juve Stabia è qualcosa di unico. La cosa più bella fu la festa perchè noi quel campionato lo giocammo tutto allo stadio San Paolo di Napoli. La città di Torre Annunziata nessuno di noi la viveva perchè vivevamo tutti tra Marano e Mugnano. Gli allenamenti invece si facevano a Marianella. Vedendo quei festeggiamenti in città al ritorno dall’impresa al Partenio di Avellino fu qualcosa di inaspettato. Ci dicemmo tutti: “Abbiamo capito cosa ci siamo persi non giocando al Giraud?”. Il calore, la passione dei tifosi del Savoia è uno dei ricordi più cari che ho. Ho visto che seguono ancora oggi la squadra nonostante le difficoltà ed una categoria che sta a dir poco stretta a quella piazza”.

Il Savoia non sta vivendo un periodo semplice dal punto di vista calcistico. Cosa ti senti di dire? “Ho letto tutto quello che è uscito fuori in queste settimane. Ad uno come me che ha indossato quella maglia, che ha vinto e, grazie a quella esperienza ha iniziato il suo percorso che l’ha portato a giocare in serie A, non può che lasciare grande rammarico e forte dispiacere. Tutti i ragazzi di quel Savoia siamo pronti a dare un contributo, magari con una gara tra vecchie glorie, per aiutare la società”. Questa Lega Pro è ben diversa da quando c’eri tu. Il livello tecnico si è notevolmente abbassato non trovi? “Il format mi piace, ma come dicevi la qualità è diversa. Ai miei tempi c’erano calciatori che tecnicamente oggi giocherebbero minimo in serie B per una squadra da vertice. Era un calcio che prediligeva più la tecnica che il fisico. Oggi invece la fisicità viene prima di tutto. Facendo oggi parte della squadra di Dazn vedo in A calciatori con fisici statuari, delle vere e proprie macchine umane. La Lega Pro deve essere il serbatoio dei giovani italiani” .

Bruno Galvan

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