Turrini si sbilancia: «Raspadori ricorda il grande Paolo Rossi»

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Turrini si sbilancia: «Raspadori ricorda il grande Paolo Rossi»

Francesco Turrini è nella storia del Napoli per la stagione della promozione in serie A con Novellino ma s’intreccia al cammino degli azzurri anche per la crescita di Giacomo Raspadori. Turrini l’ha allenato in Primavera nella stagione 2019-20, la terza di Jack nella categoria Under 19. Il suo talento era già esploso nell’Under 17 e nelle prime due annate in Primavera, soprattutto nel campionato 2018-19 segnò quindici gol e realizzò due assist. Con Turrini abbiamo parlato delle sue gesta in Primavera, di ciò che sta facendo a Napoli con cinque gol realizzati tra campionato e Champions League.

La domanda è inevitabile. Quando allenava Raspadori in Primavera, s’aspettava che potesse diventare un giocatore di livello così alto? “Le premesse c’erano, aveva le caratteristiche giuste per diventare un giocatore importante: le qualità tecniche, il temperamento, la personalità. Il Sassuolo poi è il club perfetto per far crescere bene i giovani, dovrebbe essere un esempio per il calcio italiano, invece poche società lavorano in questo modo, penso ad Atalanta e Empoli. Giacomo poi è stato bravo a capire il momento giusto in cui fare il salto di qualità, il trasferimento a Napoli gliel’ha consentito, è arrivato in una grande squadra che l’ha voluto e gli consente di valorizzare le sue qualità in una proposta di calcio molto interessante. Credo che lui avesse qualche perplessità all’inizio, quando si fa un cambiamento così drastico è inevitabile averle, penso che siano sparite tutte”.

Gli accostamenti a campioni per Raspadori si sono moltiplicati, ne avrai sicuramente letti tanti. Da Montella a Schillaci, da Aguero a Paolo Rossi, quale ti convince di più? “Ha qualcosa di Paolo Rossi, dentro l’area lo ricorda. Giacomo ha un tiro più potente, è forse ancora più esplosivo, Paolo era più qualitativo, aveva una conclusione ancora più precisa. Giacomo, però, lavora tanto anche fuori dall’area di rigore e Spalletti è riuscito ad esaltare proprio questa sua propensione a Napoli. È un attaccante moderno, si propone come riferimento per lo sviluppo del gioco facendo aperture magistrali di prima intenzione a destra o a sinistra, legge gli spazi e li attacca bene. È un professionista che piace a tutti gli allenatori, uno di quelli che ti fa piacere allenare”.

Hai parlato con lui quest’estate durante la trattativa oppure dopo i gol realizzati in Champions League o in Nazionale? “L’ho sentito tramite messaggi, gli ho fatto tantissimi complimenti dopo tutto quello che sta facendo in questa prima parte della stagione. Durante la trattativa ho cercato di spiegargli che è una piazza importante e difficile ma che lui avesse tutte le qualità per riuscire a cavarsela. È un ragazzo onesto, intelligente, di un livello culturale abbastanza elevato, ha i mezzi per gestire i momenti difficili. Ora è tutto bellissimo, gli auguro che questa situazione magica duri il più possibile ma, se dovessero esserci dei periodi più complicati, saprà capire le situazioni e adattarsi”.

Il rientro di Osimhen gli sta togliendo un po’ di spazio, Spalletti dovrà gestire tre attaccanti di valore come Victor, Raspadori e Simeone. Come potrà essere valorizzato a tuo avviso Raspadori? “Spalletti saprà fare tutto benissimo, Raspadori può giocare centravanti, seconda punta, tra le linee come trequartista a ridosso della punta, partendo da sinistra come nel momento in cui realizza il gol contro lo Spezia. Il Napoli ha sei giocatori d’attacco fortissimi e Spalletti li sta gestendo molto bene. Raspadori può coesistere con Osimhen, ovviamente va cambiato il sistema di gioco se Spalletti vuole impiegarlo dentro la punta, bisogna passare al 4-2-3-1. I giocatori forti riescono ad adattarsi in più ruoli, in questo caso in varie posizioni dell’attacco, un allenatore è sempre contento dell’abbondanza di soluzioni di qualità”

Cosa ne pensi del percorso che sta facendo il Napoli, dell’identità di gioco che sta mettendo in mostra? “L’ho visto giocare meglio della scorsa stagione, vedo una squadra più consapevole, poi con Kvaratskhelia ha fatto un grandissimo acquisto. Siamo soltanto all’inizio, la sfida più complicata è dimostrare di essere da primato sul lungo periodo. Magari il Napoli riuscisse a riportare uno scudetto al Sud e in una città che aspetta questo trionfo da tanti anni”.

Ciro Troise

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