Castellammare. La Regione si sveglia dopo un anno e mezzo: patto per la bonifica dell’arenile

Tiziano Valle,  

Castellammare. La Regione si sveglia dopo un anno e mezzo: patto per la bonifica dell’arenile

La Regione Campania si sveglia e dopo un anno e mezzo dall’incontro in commissione Ambiente per discutere del piano di caratterizzazione dell’arenile di Castellammare di Stabia, convoca finalmente una conferenza di servizi per finalizzata alla bonifica della spiaggia in villa comunale. Il 2022 – ricordando le dichiarazioni dei consiglieri regionali che parteciparono a quell’incontro con l’ex sindaco Gaetano Cimmino – doveva essere l’anno della restituzione dell’arenile agli stabiesi. In realtà, meglio tardi che mai, se ne comincerà appena a parlare. O meglio, si deciderà se approvare il piano di caratterizzazione presentato dagli esperti individuati dai commissari straordinari, che nel frattempo si sono insediati a Palazzo Farnese. Un passaggio necessario per definire qual è lo stato di salute della spiaggia e soprattutto comprendere se si dovrà procedere con la bonifica dell’intera spiaggia o solo di alcune porzioni di essa. Per comprendere bene la questione bisogna fare un passo indietro e tornare all’estate del 2020 quando l’allora amministrazione di centrodestra decide di spendere 15mila euro per un’indagine conoscitiva dello stato di salute dell’arenile, che rileva la presenza di metalli pesanti oltre i limiti di soglia in cinque punti. Il Movimento Cinque Stelle contesta le analisi ritenendole non conformi e addirittura annunciando un’interrogazione parlamentare – poi presentata – con la deputata Teresa Manzo. La giunta di centrodestra va avanti per la sua strada e dopo qualche mese, ad ottobre del 2020 per la precisione, firma la convenzione con l’Università Parthenope di Napoli con l’obiettivo di avviare un piano di caratterizzazione da portare sul tavolo della Regione Campania per ottenere i fondi necessari per la bonifica. A marzo del 2021, appena i peziometri vengono posizionati sull’arenile stabiese, si scatena il tam tam politico. L’ex sindaco di Castellammare viene convocato per un’audizione in commissione regionale alla quale partecipano tra gli altri il capogruppo regionale del Pd, Mario Casillo, la capogruppo di Forza Italia, Annarita Patriarca, e il consigliere regionale del Movimento Cinque Stelle, Luigi Cirillo. Come sempre avviene quando ci sono queste riunioni, tutti manifestano unità d’intenti. Casillo assicura che la giunta regionale s’impegna a finanziare il piano di caratterizzazione e la bonifica dell’arenile di Castellammare, Annarita Patriarca applaude l’impegno della Regione e garantisce che seguirà l’iter che – sue dichiarazioni – entro il 2022 dovrà restituire la spiaggia agli stabiesi, mentre Luigi Cirillo anticipa la convocazione di una Conferenza di Servizi. Da marzo 2021, in realtà, si arriva a oggi per l’appuntamento in Regione che dovrebbe definire la rotta per la bonifica dell’arenile. I tempi allungati non fanno ben sperare gli stabiesi, considerati anche i precedenti. Già nel 2009, al termine di una lunga attività amministrativa, l’arenile di Castellammare fu dichiarato bonificato. Ma da allora sono passati 13 anni e tranne poche e in alcuni casi strampalate iniziative, gli stabiesi non hanno mai potuto riappropriarsi della loro spiaggia. Che oggi, tra l’altro, potrebbe affacciarsi anche in un tratto di costa proiettato verso la balneabilità.

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