Castellammare, i parroci scendono in campo «per una rinascita sociale»

metropolisweb,  

Castellammare, i parroci scendono in campo «per una rinascita sociale»

Castellammare. Parroci in campo a Castellammare di Stabia, dove la città vive un momento di “smarrimento” dopo lo scioglimento del Comune per infiltrazioni mafiose.

Per questo l’arcivescovo della diocesi di Sorrento-Castellammare di Stabia, monsignor Francesco Alfano, ha incontrato un centinaio di fedeli riuniti dai parroci di tutta la città con l’obiettivo di costruire un percorso di “rinascita sociale”.

Si tratta di un ciclo di incontri-formativi per rimettere insieme le energie necessarie a riprendere in mano il destino di Castellammare di Stabia. “C’e’ un forte silenzio in città, anche noi vescovi e i parroci siamo stati accusati di afasia. Di una voce forte che non c’e’. Ci tocca ascoltarlo questo silenzio”, ha affermato Alfano aprendo il ciclo di incontri che proseguirà con appuntamenti mensili e gruppi di lavoro che formeranno i partecipanti. ”Possiamo imparare a sognare – ha esortato il vescovo – attraverso le cose nuove. Non lasciamoci prendere dalla nostalgia del passato, ormai sono dieci anni che sono qui in mezzo a voi e sento troppa nostalgia nelle vostre parole”.

Titolo dell’incontro ‘Questo silenzio fa rumore, dalla sfiducia alla speranza”, e si e’ svolto al Teatro Karol della Parrocchia di Sant’Antonio di Padova. ”Quello che viviamo – spiega – è un rapporto di amore con la città e quando si ama bisogna continuare a farlo anche nelle situazioni peggiori, nonostante le continue ricadute in atteggiamenti di chiusura e violenza. Il deserto che viviamo è frutto di scelte scellerate, le conseguenze non sono un fatalismo come spesso si vuole far credere. Come cristiani rischiamo di restare bloccati nel presente e in modelli che poco hanno a che fare con la speranza” ha detto il presule. Il prossimo incontro è in programma per il 21 novembre alle ore 19,30 al teatro della parrocchia Gesù Buon Pastore al rione Moscarella e avra’ per tema “Amicizia sociale”.

CRONACA