Emanuele Filiberto sul Savoia: «Nascondono la verità»

metropolisweb,  

Emanuele Filiberto sul Savoia: «Nascondono la verità»

Dalla voce si percepisce tutta la voglia di chi non vuole prendere in giro i tifosi ma ha davvero a cuore le sorti del Savoia. Emanuele Filiberto di Savoia esce allo scoperto e spiega perché prima d’ora non aveva fatto alcun passo formale per rilevare il club: “Da due anni sto seguendo le vicende del Savoia. Speravo che i presidenti i quali si sono avvicendati nel tempo potessero portare avanti questo progetto. Non mi sono esposto prima perché avevo rispetto personale e imprenditoriale nei confronti di chi adesso ha in mano la società. Pensavo potesse portare avanti la squadra che porta il mio nome. Quando è scoppiato lo scandalo legato alla camorra, con lo stesso Pellerone che ha detto di volere lasciare, ho deciso di intervenire con l’aiuto di tre amici come Matachione, Limoncelli e Passariello. Il calcio deve essere qualcosa di pulito. Il nostro obiettivo è quello di dare lustro alla città con i valori sani dello sport”.

Abbiamo assistito ad un botta e risposta di comunicati tra lei e Pellerone. Nelle ultime ore è spuntato fuori un contenzioso sul titolo sportivo tra il Savoia Calcio e il Giugliano: cosa cambia nella vostra strategia? “Il 9 novembre sarò a Torre Annunziata, non accetto diktat da nessuno. Nel frattempo avevamo chiesto tutto l’incartamento all’avvocato del club, Armando Cirillo, il quale però omette di informarci e darci tutta la documentazione a corredo. Oggi abbiamo capito perchè ha omesso tutto imponendoci il diktat del 30 ottobre: sapeva che la sentenza sulla legittimità del titolo sportivo stava per uscire. Quindi aveva fretta di chiudere. Da poco è uscita la sentenza che afferma come il titolo non appartiene a Pellerone il quale tecnicamente non può vendere il Savoia. Noi abbiamo sempre chiesto trasparenza. Quando prendi un club rappresenti la città e la tifoseria”.

Questa omissione del contenzioso cambierà la vostra strategia? “Voglio presentare comunque il mio progetto e portarlo a termine. Ho intenzione con i miei soci di riprendermi questo club a patto di sapere cosa c’è dentro. E’ normale che non posso fare una proposta con una causa persa, vinta oppure in corso. Non è la stessa cosa che fare, un’offerta per una società pulita e nuova come credevamo fosse l’attuale Savoia. L’avvocato Cirillo ci aveva detto che il club era a posto, perfetto ed invece ci ha omesso il contenzioso con relativi documenti. La nostra intenzione resta di prendere il club in un modo o nell’altro. Non ho bisogno di farmi pubblicità, specialmente a Torre Annunziata”.

Tra le prerogative del suo progetto c’è un centro sportivo per allontanare i giovani torresi e non dalla strada e dalla malavita “Una squadra di calcio va di pari passo con la città. Vedendo cosa accade a Torre, credo sia importante creare un qualcosa che possa allontanare i giovani dalla strada e quale migliore occasione può essere lo sport. A tal riguardo ho chiuso un accordo con Stefano Cirillo, uno dei migliori nell’ambito del settore giovanile”.

Dica la verità, ha parlato del Savoia a Stefano De Martino? “Le racconto un aneddoto divertente. Ho conosciuto Stefano il primo anno in cui facevamo i giudici ad “Amici”. Quando mi disse che era di Torre Annunziata, gli dissi subito della squadra del Savoia. Ne abbiamo parlato molto. Già due anni fa gli preannunciai che un giorno mi sarebbe piaciuto acquistare quella società”.

Cosa sente di dire ai tifosi? “Avanti Savoia! Non li lasceremo soli, faremo il possibile per acquistare la società e riportarla in alto”.

Bruno Galvan

CRONACA