Una settimana fa è stato travolto da un’auto e lasciato agonizzante sull’asfalto fino a morire. Nonostante il tempestivo intervento di soccorritori e militari dell’Arma, allertati da alcune persone che si trovavano in via Di Prisco poco dopo l’incidente stradale, per il 44enne di nazionalità polacca residente nella frazione di San Gennarello di Ottaviano, non c’è stato nulla da fare.

Mentre quell’uomo moriva, abbandonato in una pozza di sangue sul freddo asfalto di una strada della periferia del Comune vesuviano, l’auto che lo ha centrato in pieno fuggiva per far perdere le proprie tracce nel tentativo di mettersi alle spalle una storia che avrebbe avuto spiacevoli risvolti.

Nei giorni in cui s’attende la relazione del medico legale a seguito dell’autopsia effettuata sul cadavere della vittima, la prima accelerata nell’inchiesta coordinata dalla procura della Repubblica di Nola l’hanno data gli investigatori che da quella sera hanno avviato le ricerche per provare a incastrare il pirata della strada.

I militari dell’Arma della stazione di Ottaviano – agli ordini del maresciallo Agostino Giannettino – hanno provveduto al sequestro di cinque automobili, tra queste potrebbe esserci la vettura che ha travolto e ammazzato un operaio e padre di famiglia che si era stabilito da anni nel territorio vesuviano dopo essere arrivato dalla Polonia anni fa.

Sulle vetture nei prossimi giorni saranno effettuate accurate analisi, a opera degli uomini del reparto Scientifica, nel tentativo di effettuare i controlli per accertare la presenza di macchie di sangue su una delle automobili ora sotto la lente di ingrandimento della procura della Repubblica di Nola. Anche se lavate via, una piccola parte potrebbe essere rimasta su una delle carrozzerie in questione e consentire così ai militari dell’Arma di incastrare l’uomo – o la donna – alla guida della vettura che ha spezzato per sempre la vita a quel 44enne che si è trovato nel posto sbagliato al momento sbagliato. Alle cinque auto in questione si è arrivati attraverso l’analisi dei sistemi di videosorveglianza. Sono le vetture transitate in via Di Prisco nei momenti infernali dell’investimento dell’uomo. Attraverso i filmati di alcune telecamere degli esercizi commerciali della zona è stato possibile risalire ad alcune delle vetture che si trovavano in quella zona nell’orario in cui il 44enne polacco veniva travolto e ucciso in strada. Secondo quanto ricostruito dagli uomini in divisa che stanno conducendo le indagini per omicidio stradale, il 44enne intorno alla mezzanotte tra mercoledì e giovedì della scorsa settimana stava attraversando via Di Prisco. In quello stesso istante un’auto lanciata a folle velocità non riuscendo ad arrestare la propria corsa in tempo lo ha travolto e lasciato agonizzante sull’asfalto. L’automobilista piuttosto che arrestare la propria corsa e allertare i soccorsi ha preferito scappare via, pochi minuti dopo due passanti hanno dato l’allarme ai medici del pronto soccorso. Ma era già troppo tardi.

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