Il sindaco di Vico Equense punta sull’Unesco: “Città creativa del gusto”

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Il sindaco di Vico Equense punta sull’Unesco: “Città creativa del gusto”

Giuseppe Aiello è il primo cittadino di Vico Equense. Una città cerniera tra la penisola sorrentina di cui fa parte e l’area stabiese.

Sindaco l’Italia è Governata dal centrodestra. Cosa ne pensa della premier e del dibattito sulla fiducia?

«Finalmente dopo tanti anni abbiamo un governo votato dal popolo. E proprio in virtù del risultato elettorale, bisogna dare fiducia e non aggredire, come invece sta accadendo, solo per una questione ideologica. Lo stesso governo, però, dovrà dare risposte concrete nell’immediato perché il paese sta vivendo una situazione di grande difficoltà, economica e sociale».

Sul reddito di cittadinanza è stata molto dura. Anche lei ritiene che vada riformato?

«L’Rdc ha fatto discutere e lo farà ancora. Però, in questo momento storico della nostra nazione, falcidiata già da problemi di carattere economico e sociale, non è opportuno eliminarlo, scoprendo il fianco a una crisi sociale senza precedenti. Bisogna effettuare alcuni accorgimenti, la misura così com’è ora non funziona del tutto, soprattutto in relazione ai beneficiari e al controllo degli aventi diritto».

Ora c’è un’altra emergenza: le bollette. Come la vive da sindaco?

«Siamo le sentinelle del nostro territorio, i primi a soffrire insieme ai cittadini e alle proprie attività, per via dell’emergenza energetica. Per questo abbiamo bisogno che il Governo ci venga in soccorso con aiuti adeguati e sostanziali. È una partita da risolvere tutti quanti insieme».

Spesso il limite delle amministrazioni comunali è il municipalismo esasperato. Anche da lei c’è questo problema di scarsa collaborazione?

«Abbiamo un ottimo rapporto con le Amministrazioni, comprese quelle della Penisola Sorrentina. La dimostrazione è il fatto che abbiamo già diversi servizi che svogliamo insieme, come ad esempio le politiche sociali, attraverso l’Asps, di cui sono il presidente. C’è un lavoro in atto affinché la penisola diventi sempre più comprensorio».

In Penisola si parla spesso di Unione dei Comuni: è una chimera o è fattibile?

«Quella che si respira oggi è l’aria di una nuova stagione, con nuovi amministratori dinamici che cercano di dare un valore aggiunto alla politica dei nostri territori. Ci proviamo trattando tanti argomenti in modo collegiale, come per esempio quello relativo a trasporti e viabilità. In questa direzione va l’Unione dei Comuni per la quale abbiamo già messo in campo delle idee e dei servizi da gestire insieme. In questo caso, però, sarà un percorso molto più lungo, perché dovrà prevedere una serie di passaggi amministrativi e consiliari».

Il core business del vostro territorio è il turismo: lo scorso anno i numeri sono stati eccezionali, ma resta un problema legato alla mobilità. Cosa si può fare?

«I numeri sono stati e sono tuttora importanti. Di solito di questi tempi le strutture ricettive chiudevano. Quest’anno non è ancora accaduto. Siamo orgogliosi e ottimisti per questi grandi risultati che stiamo ottenendo, consapevoli che il problema viabilità rappresenta ancora un grande nodo da scogliere. Occorre fare di più. Per questo siamo ancora a lavoro, progettando una serie di interventi congiunti per arrivare a una soluzione nel modo più rapido possibile».

Quali sono i progetti a cui sta lavorando e su cosa si sente di prendere un impegno coi suoi cittadini?

«L’impegno è costante su tutti i fronti. Uno dei punti più attenzionati è quello legato al miglioramento delle infrastrutture. Abbiamo ricevuto una quantità di finanziamenti incredibile, dopo un anno di lavoro incessante. Bisogna puntare con maggiore spinta su un turismo di qualità. Vico Equense da questo punto di vista ha tutto: cultura, gastronomia e paesaggi. Dobbiamo continuare a valorizzare le nostre eccellenze. In questo modo riusciremo a concretizzare l’obiettivo a cui stiamo puntando dall’inizio della consiliatura: la candidatura a Città creativa del Gusto Unesco».

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