Castellammare. L’allarme dell’ex leader dell’opposizione Di Martino: «Centro antico fuori dai piani di sviluppo»

Tiziano Valle,  

Castellammare. L’allarme dell’ex leader dell’opposizione Di Martino: «Centro antico fuori dai piani di sviluppo»

«La mancata riqualificazione dell’ex Monastero della Pace lascia un vuoto importante, perché dal piano di sviluppo della città con i finanziamenti europei viene completamente tagliato fuori il centro antico». Andrea Di Martino, leader dell’opposizione all’ex amministrazione di centrodestra, poi sciolta per infiltrazioni mafiose, lancia un grido d’allarme dopo l’intervista rilasciata a Metropolis dai commissari straordinari. «Le loro dichiarazioni su Palazzo Pace confermano i dubbi che avevamo già sollevato in consiglio comunale – dice Di Martino – Era chiaro che quel finanziamento di circa 5 milioni di euro fosse esiguo rispetto a un’opera mastodontica come il recupero del Monastero». E a preoccupare adesso è il destino del centro antico: «C’è un finanziamento da 12 milioni per le Antiche Terme che è stato intercettato senza avere una prospettiva su cosa fare e così come accaduto per Palazzo Pace, anche quei fondi rischiano di andare perduti – spiega Di Martino – Questo significa che con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza non si riuscirà a realizzare nulla nel centro antico e che la parte storica della città resterà fuori dalla programmazione per altri due anni e mezzo. Non è un fatto neutro, è una questione che ha un peso importante sul futuro di tutta Castellammare, perché lì si sconta un degrado urbanistico e sociale che non può essere ignorato». Di Martino è preoccupato soprattutto per le Antiche Terme: «Il quadro si complica, non certo per colpa dei commissari – dice – Chi verrà dopo dovrà mettere mano alla valorizzazione di un immobile che intanto sarà ancora più deturpato». E qui parte il richiamo a chi oggi rappresenta il territorio in Parlamento: «Il termalismo è in crisi a livello globale, funziona solo quello privato. Ma è anche vero che su questo tema ci siamo sempre scontrati con il lobbismo del Nord, tant’è vero che la famosa legge sul termalismo non è mai stata approvata perché andrebbe a penalizzare le realtà della Lombardia e della Toscana – dice Di Martino – Abbiamo numerosi rappresentanti oggi in Parlamento come Gaetano Amato, Carmen Di Lauro e Annarita Patriarca e mia auguro che sollevino la questione. Soprattutto Patriarca che ha un ruolo importante alla Camera dovrebbe far sentire la vice del territorio. Sono sempre stato a favore di un intervento privato che potesse rendere quei siti produttivi, ma mi rendo conto che oggi più che mai abbiamo bisogno della mano pubblica per i nostri siti termali». Per l’ex leader dell’opposizione «l’apertura ai fini sanitari degli immobili del Solaro, fatta dai commissari, è tutt’altro che scontata – dice – Mentre per quanto riguarda il possibile rilancio delle Antiche Terme c’è bisogno della presenza forte dello Stato che deve contrastare anche la criminalità organizzata presente in quella zona. Tanti imprenditori in passato si sono avvicinati, ma poi si sono allontanati perché non c’erano le condizioni sociali».

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