Torre Annunziata, Perna dipinge in cella il quadro di Irma Testa: “Un esempio”

Giovanna Salvati,  

Torre Annunziata, Perna dipinge in cella il quadro di Irma Testa: “Un esempio”

Torre Annunziata. Ha dipinto il volto della campionessa della boxe mentre si trova rinchiuso nel carcere in Sardegna. Oltre la sua finestra ha provato ad immaginare la regina con i guantoni, e ora dopo ora, mettendo insieme pennellate di colore, ha dato forma al suo volto. Il suo unico ponte con la città dopo l’arresto è sempre stato il coraggio di Irma Testa e il suo imparare a volare in alto e riscattarsi. Lei cresciuta in un rione degrado ora sulle vette del mondo sportivo. Lui rinchiuso da gennaio del 2017 quando il suo nome è finito al centro dell’inchiesta che ha smantellato in meno di pochi mesi la nascita del Terzo Sistema. Un nuovo clan a cui lo Stato ha tagliato le gambe subito. Lui si chiama Domenico Perna, giovane torrese, considerato dagli inquirenti il fondatore di quella cosca. Da nuovo boss emergente a pittore  con un messaggio inviato alla madre, Annamaria Balzano, docente del plesso scolastico Leopardi di Torre Annunziata dove la donna insegna e alla quale Perna ha inviato il quadro ed una lettera che è stata letta pubblicamente durante l’inaugurazione della Librogioco nella scuola torrese. «Voglio solo dirti il mio nome, Domenico Perna. – legge senza trattenere le lacrime la professoressa e mamma di Perna – questo disegno nasce dai riflessi della mia anima: ogni volta che posso, seguo le tue avventure sportive. Sfortunatamente non ci riesco sempre perché sono attualmente un detenuto. Grazie Irma perché hai reso me e gli altri cittadini fieri di Torre Annunziata. Spero che tu possa accettare questo dipinto. Lo so, io rappresento l’altra faccia della medaglia. Io questa città l’ho sporcata, tu invece l’hai ripulita. Mi auguro che un giorno questo dipinto finisca nelle tue mani». Parole alle quali seguono un lungo applauso e le lacrime della donna alle quali poi mamma Annamaria prova a dare fiato: «Oltre le mura scolastiche ci sono tantissimi pericoli – dice – Torre Annunziata è una realtà complessa ed è facile finire sulla cattiva strada: mio figlio è in carcere e sta pagando anche per gli errori degli altri. Dipinge, scrive libri, utilizza l’arte per riscattarsi. Spero che un giorno riesca ad incontrare Irma per realizzare il suo sogno». Una testimonianza senza dubbio forte che punta a lanciare anche un messaggio alle nuove generazioni, la storia di Perna e di sua madre che ha portato nella scuola dove insegna e dove sempre più spesso l’istruzione diventa l’unico strumento per poter salvare i giovani, strapparli ad una camorra che inevitabilmente continua ad avere sete di giovani leve. @riproduzione riservata

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