Alberto Dortucci

Torre del Greco, travolse e uccise uno studente: condannato dopo 15 anni

Alberto Dortucci,  
Tragedia a Natale 2007: l’impatto in via Nazionale fatale a Luigi Castello, due anni e mezzo per l'automobilista. I giudici: «Non si è mai pentito»

Torre del Greco, travolse e uccise uno studente: condannato dopo 15 anni

Torre del Greco. Al volante della sua Mercedes classe A travolse e uccise – alla vigilia di Natale del 2007 – uno studente di 19 anni: automobilista condannato a due anni e mezzo di reclusione. A 15 anni dal tragico impatto su via Nazionale costato la vita al giovane Luigi Castello – alla guida di un Honda Sh, in compagnia di due amici in sella a un Piaggio Beverly – arriva la sentenza definitiva per Sebastiano Casilli, 19 anni all’epoca dei fatti, ritenuto responsabile dello schianto avvenuto all’ombra del Vesuvio. A scrivere la parola fine al braccio di ferro giudiziario scaturita dalle indagini sul sinistro avvenuto la notte del 22 dicembre 2007 sono stati i giudici della quarta sezione penale della suprema corte di cassazione, pronti a respingere l’ultimo ricorso presentato dalla difesa dell’uomo.

La battaglia legale

Come ricostruito dalle forze dell’ordine, l’impatto avvenne intorno alla mezzanotte del 22 dicembre 2007, un sabato sera: Luigi Castello – in compagnia di due amici, in sella a un altro scooter – viaggiava in direzione del quartiere Sant’Antonio, mentre la Mercedes classe A guidata da Sebastiano Casillo era diretta verso Torre Annunziata. A un certo punto, l’automobilista avrebbe effettuato un cambio di corsia e centrato in pieno lo scooter su cui viaggiava – a elevata velocità, come accertato dai successivi rilievi tecnici degli investigatori – lo studente di 19 anni: lo schianto fu devastante, Luigi Castello – sprovvisto dell’obbligatorio casco protettivo – venne sbalzato dal suo Honda Sh e finì sotto l’auto. Le sue condizioni apparvero subito disperate e la successiva corsa al pronto soccorso dell’ospedale Maresca non bastò a salvare la vita del diciannovenne. A dispetto del «concorso di colpa» ravvisato dagli investigatori, prima i giudici del tribunale di Torre Annunziata – a novembre del 2019 – e successivamente la corte d’Appello di Napoli, a giugno del 2021, avevano condannato Sebastiano Casilli a due anni e sei mesi di reclusione.

L’ultimo verdetto

La sentenza è stata impugnata dalla difesa del trentaquattrenne e trascinata davanti agli ermellini di Roma per provare a strappare un sconto di pena. Inutilmente. Secondo il collegio presieduto dal giudice Donatella Ferranti, infatti, la corte di Appello di Napoli aveva correttamente «sottolineato da un lato la gravità del fatto che aveva determinato la morte di un giovane di 19 anni  e il grado della colpa – si legge nell’ultima sentenza sulla vicenda – e dall’altro l’assenza di elementi, come per esempio la condotta risarcitoria o il collaborativo comportamento processuale, tali da determinare una mitigazione del trattamento sanzionatorio». Insomma, il mancato «ravvedimento» per la tragedia costata la vita a uno studente di 19 anni – in aggiunta alle responsabilità oggettive per l’incidente mortale – giustificano per gli ermellini una condanna a due anni e sei mesi di reclusione. Una pena a cui ora Sebastiano Casilli dovrà aggiungere il pagamento delle spese processuali e della somma di tremila euro in favore della cassa delle ammende.

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