Angela, da atleta a medico federale

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Angela, da atleta a medico federale

 

Antonio Di Martino

Fin da piccoli ci viene ripetuto «Fai della tua passione il tuo lavoro e non lavorerai mai». È la storia di Angela Palomba, trentunenne di Gragnano, che nella sua vita ha fatto delle sue due grandi passioni, lo sport e la medicina, il suo lavoro. Laureata in “Medicina e Chirurgia” e specializzata in “Medicina, Fisica e riabilitativa”, oggi è un medico della Federazione Italiana Sport Paralimpici degli Intellettivo Relazionali (FISDIR), che si occupa di sport e disabilità intellettive di vario genere, e affonda le sue radici nello sport: «Il mio background è quello dell’atletica leggera che per diversi anni ho praticato a livello agonistico, mentre adesso la svolgo come semplice passione personale. Mi sono approcciata con la disabilità intellettiva nel mio percorso post-laurea tramite il centro Don Orione di Ercolano. Ho fatto un periodo lì, occupandomi di un progetto di valutazione funzionale degli atleti con disabilità intellettiva relazionale, occupandoci principalmente di atletica leggera e nuoto, con l’obiettivo di migliorare l’allenamento che, con gli atleti che hanno questo tipo di disabilità, non è facilissimo”. Terminata la carriera agonistica, il passaggio dall’altro lato è stata per lei una conseguenza naturale: «Per chi ha un passato sportivo, o comunque ha vissuto lo sport, in un certo qual senso è facilitato e propenso ad intraprendere una strada del genere. Ti riesce più semplice capire le dinamiche, dall’allenamento e le competizioni alle problematiche fisiche che poi può avere un atleta. Hai una visione di insieme e uno sguardo dal di dentro che ti dà una possibilità in più, una conoscenza diretta che non puoi apprendere in nessun altro modo». Angela da anni segue la nazionale nelle varie competizioni, l’ultima il Mondiale DSISO accanto agli atleti di nuoto e nuoto artistico: «Il gruppo arrivato in Portogallo era un gruppo di transizione, con vecchi pilastri e giovani esordienti, il giusto mix di esperienza e gioventù che ci ha fatto raggiungere grandi risultati. L’Italia in campo internazionale si difende sempre bene, grazie al lavoro fatto negli anni. I nostri ragazzi sono predisposti alla competizione con una mentalità da atleti, mentre altre nazioni hanno un modo di fare più assistenzialistico.

È stata una competizione che ci ha regalato 31 medaglie, rendendoci la terza nazione classificata». Con uno sguardo alla sua esperienza, Angela, ci regala un aneddoto speciale: «I ricordi particolari di queste esperienze sono legati a doppio filo con quella che poi è la disabilità con cui si entra in contatto. Ci sono diversi ragazzi autistici e con loro c’è bisogno di guadagnarsi la loro fiducia, di trovare il canale comunicativo corretto. Uno dei momenti più belli riguarda una ragazza di Bolzano che parlava solo tedesco. Quel giorno doveva fare un esercizio complesso quando ha deciso di allontanare la propria allenatrice, che per noi era l’unico tramite attraverso cui poter comunicare con lei. Per fortuna sono riuscita ad instaurare con lei un rapporto, a mostrarle l’esercizio e lei l’ha poi eseguito alla perfezione, venendo lei da me a darmi il cinque, per comunicarmi la sua felicità. Quando mi approccio a qualcuno, lo faccio con l’atleta e non con la sua disabilità, emozionandomi per i loro risultati in quanto sportivi. Queste sono delle piccole gioie che ti fanno capire che hai intrapreso la strada giusta». Il mondo delle federazioni paralimpiche, purtroppo, spesso incontra un sacco di difficoltà: «Io credo che bisognerebbe ottimizzare le risorse a disposizione per lo sport paralimpico. Capita che in certi casi si badi più alle cose di contorno che a quelle essenziali, come l’organizzazione di un raduno pre-competizione finendo per dover far affidamento ad uno sforzo personale delle persone coinvolte ». Infine, Angela ci racconta i prossimi appuntamenti sportivi e non solo: «La stagione 2022 è ormai finita e le attenzioni sono rivolte alla prossima annata, in cui ci saranno gli Europei, in Italia, e i Global Games a Vichy, in Francia. Il 4 novembre, invece, presso l’aula magna del Complesso Universitario San Giovanni della Federico II, si terrà il convegno “Sport e disabilità intellettive – Incontro di Rette Parallele”».

 

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