Giocattoli contraffatti, via ai sequestri tra Torre Annunziata e Boscoreale

Giovanna Salvati,  

Giocattoli contraffatti, via ai sequestri tra Torre Annunziata e Boscoreale

Centinaia di prodotti completamente contraffatti, giocattoli che sarebbero finite nelle mani dei bambini senza alcuna certificazione Cee obbligatoria per la tracciabilità e sicurezza della merce. E ancora: cosmetici, detersivi, e materiale di elettronica. E’ questo il bilancio dell’attività svolta dai carabinieri della stazione di Torre Annunziata – guidati dal maresciallo Giovanni Russo – che ieri hanno sequestrato la merce all’interno di negozio cinese a Torre Annunziata. Il blitz di controllo  rientra nelle attività di controllo per la sicurezza del consumatore e ancora una volta i militari hanno effettuato tutti i controlli puntando i fari proprio sui negozi che vendono merce di ogni tipo e sempre più spesso quelli  cinesi soprattutto nell’hinterland vesuviano offrono decine di prodotti a prezzi concorrenziali. Di qui la necessità di verificare i prodotti negli scaffali. I militari hanno sequestrato anche decine di prodotti di Halloween che erano senza alcuna autorizzazione: dalle maschere a coriandoli e zucche di plastica ama che scherzi, tipici della festività del 31 ottobre che potevano rappresentare anche un danno per chi li avrebbe usati. La merce contraffatta è stata sequestrata e sarà poi distrutta. L’attività ora sarà sottoposta anche ad una serie di controlli sulle autorizzazioni alla vendita di determinati prodotti. Un episodio che fa anche scatenare i negozianti, sempre di meno in una città che dopo la pandemia conta decine di attività chiuse. I negozi che vendono merce spesso contraffatta offrono il prodotto a prezzi ridotti e questo così alimenta una concorrenza sleale per chi invece prova a portare avanti la propria attività anche in un momento storico difficile dettato dagli aumenti dei consumi energetici. A Torre Annunziata sono decine le attività chiuse e i locali molto spesso, come capita anche nel vesuviano, occupati e affittati a cittadini di nazionalità cinese che allestiscono laboratori e negozi all’interno, bazar che vendono merce di ogni tipo.

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