La crociata di Chiesa, parlamentari e sindaci: «Il Governo non tocchi il reddito di cittadinanza»

Vincenzo Lamberti,  

La crociata di Chiesa, parlamentari e sindaci: «Il Governo non tocchi il reddito di cittadinanza»
Crociata in Campania per il reddito di cittadinanza

Ad aprire il fuoco è stata la premier Giorgia Meloni. Che dopo una campagna elettorale soft, in cui ha cercato di non affondare il colpo, appena diventata Presidente del Consiglio ha fatto capire chiaramente che il Reddito di cittadinanza sarà rivisto dalla maggioranza. Parole che, immediatamente, hanno ricevuto una pronta replica. Chiesa, deputati, sindaci e forze sociali sono schierate per il no alla revisione del reddito di cittadinanza. «Il reddito di cittadinanza è stato una grande riforma,  per la prima volta nella storia della repubblica abbiamo dato una seconda possibilità ai più fragili, abolirlo equivale ad accendere una miccia in una polveriera» chiosa Orfeo Mazzella, senatore del Movimento Cinque Stelle, eletto con più di centomila preferenze molte delle quali tra Torre Annunziata, Castellammare e Torre del Greco. «I numeri dei percettori di reddito sono alti, sia al nord che al sud, è ovvio che nei territori con maggiori disagi arrivano ad essere migliaia. Il mio territorio è tra questi. So cosa significherebbe abolirlo. Sarebbe una pazzia. Vorrebbe dire riconsegnare i più deboli alla strada, vuol dire aumentare gli indigenti, la delinquenza, vuol dire tornare indietro anziché andare avanti. Ma poi in un momento in cui è lo stesso governo a raccontarci che stiamo dinanzi ad una crisi economica con una ripresa incerta.  Senza una protezione sociale assesteremo un colpo a tutte le fragilità diffuse» dichiara Mazzella. Parole condivise anche da buona parte della Chiesa. «Un calmiere sociale, una salvezza», per il contrasto alla povertà, è stato in questi anni il reddito di cittadinanza. A Castellammare a beneficiarne attualmente sono circa 2.900 cittadini. Introdotto nel 2019, l’istituto è stato travolto da numerose polemiche soprattutto da parte di una certa politica che ne ha denunciato gli abusi e l’inefficienza nell’introdurre il cittadino nel mondo del lavoro. A mettere pace a questa polemica ci ha provato don Tonino Palmese: «Occorre uscire dal dibattito demagogico, si o no, riguardo al reddito di cittadinanza. Più che domandarsi se abolire o meno il reddito di cittadinanza, bisognerebbe chiedersi come è stato applicato nei paesi civili. In Francia è in vigore da 40 anni e funziona. Per far sì che questo avvenga, il reddito va disciplinato in tutte le sue forme per evitarne gli abusi» le parole pronunciate qualche tempo fa da don Tonino Palmese. Cui ha fatto eco anche un altro sacerdote stabiese. «Il Reddito di cittadinanza è stato, soprattutto durante il lockdown una salvezza, un calmiere sociale, nel centro antico storicamente c’è sempre stato un problema di disoccupazione», dice don Antonino D’Esposito, fino a poco tempo fa parroco della Cattedrale di Castellammare. Anche i sindaci, pur critici, sono consapevoli del ruolo che il reddito di cittadinanza ha svolto soprattutto in pandemia. In una recente intervista, infatti, il primo cittadino di Torre del Greco Giovanni Palomba ne ha evidenziato la portata. «Se vogliamo ragionare sull’efficacia nell’evitare contrasti e tensioni sociali, allora il reddito di cittadinanza ha raggiunto il suo scopo». Il Movimento Cinqye Stelle è pronto a fare di questa battaglia un punto cruciale. «Definire ‘una sconfitta’ il reddito di cittadinanza? Io inizio a credere che la Presidente Meloni abbia una visione completamente distorta della povertà» le parole  di Giuseppe Conte. «Lei ha giustificato l’aumento al tetto del contante dicendo che cosi’ aiutiamo anche i poveri” – ha detto il presidente M5S – “è una cosa ridicola – ha aggiunto – perche’ non solo i poveri, ma le famiglie normali non girano con 10mila euro di contante in tasca o nelle valigette. Quella che abbiamo ascoltato nelle aule solenni delle nostre istituzioni parlamentari è propaganda». E la battaglia, almeno per il momento, sembra solo all’inizio. E che promette ancora nuove scintille.

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