«I miei gol per gli zii della Rampa»

metropolisweb,  

«I miei gol per gli zii della Rampa»

 

L

Bruno Galvan

“Non mi sono mai perso d’animo. Ho sempre creduto di poter arrivare a giocare nel mondo del Professionismo”. Michele Guida, classe 1998, è una delle rivelazioni della Lega Pro. Attaccante dotato di grande tecnica, il buon Michele ha fatto innamorare i tifosi del Taranto che rivedono in lui un beniamino, una risorsa di sicuro valore che può fare le fortune di Eziolino Capuano. Partito da Torre Annunziata, precisamente dal rione Carminiello, Guida ha girovagato in lungo ed in largo l’Italia. La grande chance gli capita con la squadra del suo cuore, il Savoia. Era la stagione 2014-15 e l’attaccante fu inserito nella rosa che disputò quel campionato di terza serie. Sembrava dover essere il trampolino di lancio per un talento cresciuto tra le strade della città oplontina ma il club fallisce a fine campionato. Michele, messo da parte il sogno di poter giocare a lungo con il Savoia, non perde di vista l’obiettivo. Cambia tante squadre in serie D, fino a giocare addirittura in Eccellenza. Molti avrebbero mollato ed invece lui no. La svolta arriva nell’annata 2021/22 quando al Vastogirardi segna 19 reti con ben 7 assist. Il Taranto anticipa la concorrenza aggiudicandoselo.

Vederti giocare in Lega Pro è il raggiungimento di un traguardo che sembrava ormai sfuggito “Ho girovagato molto prima di poter raggiungere questo obiettivo. Sono andato a giocare perfino in Eccellenza, ho rischiato di perdermi perchè passare in poco tempo da stare al Savoia in C e poi a giocare in campionato inferiori non è semplice. Ho avuto la forza di non mollare, in cuor mio sapevo che prima o poi l’occasione sarebbe arrivata. Sono felice di stare a Taranto, mi sta dando l’opportunità di mettermi in mostra”.

Hai detto che hai rischiato di perderti in categorie inferiori. Se non fossi riuscito nella mission di calciatore professionista quale lavoro avresti fatto?

“Mio padre lavora nel mondo della scuola. E’ un collaboratore scolastico. Se non avessi fatto il calciatore mi sarebbe piaciuto seguire le sue orme oppure diventare idraulico”.

Sei di Torre Annunziata non puoi che tifare ovviamente per la squadra del Savoia… “Tutta la nostra famiglia tifa per quella squadra. Non essere riuscito a giocarci per più tempo con quella maglia mi è dispiaciuto molto. Il destino ha poi voluto che segnassi il primo gol su azione in Lega Pro al Liguori contro la Turris. Si sa la rivalità sportiva che c’è tra le due piazze. L’augurio è di rivedere un giorno il Savoia e la Turris giocare insieme in serie C”.

Ogni tuo gol ha una dedica speciale. Il tuo sguardo, le tue mani sono rivolte sempre al cielo ogni volta che gonfi la rete “Lo dedico a mio zio Pasquale e tutta la sua famiglia scomparsi tragicamente nel crollo della palazzina sulla rampa Nunziante di qualche anno fa. Quella tragedia mi ha segnato molto. Il ricordo è ancora vivo. Quando passo di lì, i ricordi sono sempre forti. Le vittime, così come le famiglie coinvolte, hanno sete di giustizia. Sarà il tempo a chiarire di chi sono le responsabilità”.

Cosa hai provato quando hai messo piede allo Iacovone?

“Solo chi ha giocato a Taranto sa cosa voglia dire giocare in uno stadio e davanti a tifosi calorosi e passionali. Devo dire che un po’ ho dovuto adattarmi. L’emozione del gol che ho fatto contro l’Andria penso la porterò dentro a lungo. Sentire migliaia di persone gridare il tuo cognome non è cosa di tutti i giorni. Specialmente se poi vieni da campionati inferiori dove spesso non c’è un grande seguito perchè magari giochi in città molto piccole”.

C’è un gol a cui sei più legato?

“Campionato di Eccellenza, ero con il Vico Equense e segnai in casa del Costa d’Amalfi. Da lì è nata la mia rinascita che poi mi ha portato oggi nel professionismo. Non è stato semplice, molte persone non mi hanno aiutato nel momento di difficoltà. Specialmente dopo la tragedia che ha colpito la mia famiglia. Ho sempre però creduto in me stesso ed alla fine sono riuscito a coronare quello che per me era un sogno che sembrava lì per lì svanire”.

 

CRONACA