Andrea Ripa

Il business dei ricambi d’auto, aperta un’inchiesta nel Vesuviano

Andrea Ripa,  

Il business dei ricambi d’auto, aperta un’inchiesta nel Vesuviano

L’inchiesta è partita a seguito dei numerosi ritrovamenti effettuati all’interno di depositi e officine del territorio vesuviano. Un business in crescita, stando al numero di denunce presentate nelle ultime settimane nei comuni dell’hinterland, che ha spinto le forze dell’ordine ad una task force su tutto il territorio a sud della provincia di Napoli, dove – come testimoniano recenti inchieste – il business dei ricambi d’auto è più attivo che mai. Ottaviano, Poggiomarino e Boscoreale le centrali del malaffare, città finite al centro dei controlli e su cui si stanno concentrando le attenzioni da parte degli uomini in divisa. E grazie a una rete di gps nascosti all’interno delle auto rubate, difficili da scovare anche per i malviventi, le forze dell’ordine sono riuscite a sventare una serie di colpi che – senza il tempestivo intervento delle forze dell’ordine – avrebbero arricchito le casse delle organizzazioni criminali specializzate in questo tipo di attività. A complicare il giro d’affari i vari sistemi di localizzazione delle vetture, spesso nascosti in varie parti delle vetture. Oltre al tradizionale gps che solitamente viene montato all’interno della vettura, l’installazione di altri sistemi di monitoraggio delle vetture ha consentito in questi mesi agli investigatori di ricostruire la rete criminale che ruota attorno al furto di una singola vettura: dal furto, allo smantellamento della macchina fino alla «vendita» dei pezzi di ricambio a potenziali acquirenti. Così le forze dell’ordine sono riuscite a rintracciare bande criminali e meccanici compiacenti di un sistema che frutta alle casse delle organizzazioni illecite del territorio. Un business che nel Vesuviano è particolarmente attivo, come testimoniano le recenti inchiesta da parte delle forze dell’ordine che negli ultimi mesi hanno concentrato le proprie ricerche tra Ottaviano, Poggiomarino e Boscoreale dove sono stati effettuati numerosi sequestri. Depositi e officine meccaniche in cui decine di vetture erano state fatte a pezzi, «cannibalizzate» per rivenderne i pezzi. E nei bunker dei malviventi spesso si è arrivato grazie ai gps nascosti montati sulle vetture, sfuggiti anche agli occhi esperti di chi con le auto ci lavora quotidianamente. Un’emergenza in crescita. I furti d’auto – su scala regionale – sono in aumento. A certificarlo una ricerca sul fenomeno che mette la Campania in cima a questa speciale, quanto ingloriosa, classifica. Nel 2021 quasi 27.500 veicoli “spariti” dalle mani dei legittimi proprietari, vittime di altrettanti furti. La Campania è così la peggior regione d’Italia per furti d’auto, con un aumento del 7% rispetto all’anno precedente. Il dato, impietoso, arriva dal dossier sui furti di veicoli pubblicato da LoJack Italia, che ha analizzato i dati forniti dal Ministero dell’Interno sul 2021 e li ha integrati con quelli provenienti da elaborazioni e report nazionali e internazionali sul fenomeno. La Campania, che già “vantava” questo primato per quanto riguarda il passato, ha visto aumentare nel 2021 del 7% i furti d’automobili, con quasi 27.500 veicoli rubati in dodici mesi. Una media di 75 auto rubate ogni giorno.

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