Massacro sul sagrato della chiesa a Torre Annunziata, nuove perizie dei Ris per l’omicidio Immobile

Giovanna Salvati,  

Massacro sul sagrato della chiesa a Torre Annunziata, nuove perizie dei Ris per l’omicidio Immobile

Sono arrivati dal reparto Ris di Roma per effettuare nuovi  rilievi antropometrici e fornire ulteriori prove per inchiodare i tre killer dell’omicidio di Francesco Immobile. Un sopralluogo richiesto dal pubblico ministero per cercare di ricostruire, nei minimi dettagli, un castello accusatorio blindato che possa essere utile anche agli avvocati della difesa e agli stessi inquirenti. Il massacro di Immobile, avvenuto il 12 settembre davanti alla chiesa di Sant’Alfonso Maria de Liguori a Torre Annunziata, è stato un agguato di chiaro stampo camorristico messo a segno pochi minuti dopo la celebrazione della messa della domenica, davanti a decine di persone. Un delitto che sin da subito è stato individuato dagli inquirenti come una risposta all’agguato nei confronti di Michele Guarro, uomo del clan Gionta noto col soprannome di ‘batti le manine che 24 ore prima era stato raggiunto da una pioggia di piombo mentre si trovava sotto la sua abitazione. Immobile secondo gli investigatori era uno di quelli che si era avvicinato ai vertici della cosca del Penniniello ed era impegnato con molta probabilità nella riscossione del pizzo ai commercianti della città. Per gli inquirenti Immobile era entrato nel giro o forse solo vicino alle nuove leve, l’anello più debole che gli avversari hanno deciso di colpire e uccidere.  Arrestato per spaccio di droga. Vicino al clan Gallo Cavalieri e genero di Nicola Malvone, nipote del collaboratore di giustizia Michele Palumbo, era finito nella maxi retata Manonera, la mega inchiesta che qualche anno fa ha azzerato la cosca. Un massacro per il quale sono finiti in carcere tre persone, Pietro Pallonetto e Alfredo Longobardi, mentre in un secondo momento fu arrestato Gaetano Izzo, affiliato al clan dei Gionta, arrestato mentre si trovava all’aeroporto. Un agguato in un luogo simbolico, un messaggio chiaro per gli avversari, per le cosche nemiche che non hanno mai smesso di voler riprendere in mano affari illeciti in città. Ora la decisione di effettuare nuovi rilievi che hanno visto gli uomini del Ris, il reparto speciale che ha sede a Roma. I militari hanno effettuato i rilievi antropometrici che serviranno a ricostruire il percorso che i killer hanno effettuato per arrivare davanti alla chiesa di Sant’Alfonso e lo stesso percorso poi per ritornare. Un percorso, quello di via Roma, che è stato ripercorso dai militari dopo l’acquisizione delle immagini della videosorveglianza che hanno ripreso il commando in due punti diversi del tratto stradale. I rilievi serviranno a calcolare anche il tempo percorso e quindi garantire la certezza su delitto, sulla loro presenza nel luogo dell’agguato, e ovviamente dimostrare anche che quegli uomini sugli scooter erano loro senza alcun margine di dubbio. I rilievi saranno ora analizzati nei laboratori del Ris e le prove poi aggiunte al fascicolo che saranno a supporto nell’udienza dove i tre killer saranno processati.

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