Elena Pontoriero

Minaccia i carabinieri: «Mio figlio è malato, in cella morirà»

Elena Pontoriero,  

Minaccia i carabinieri: «Mio figlio è malato, in cella morirà»

Un dramma che ha coinvolto una famiglia ed è finito con l’arresto di Alessio, un ragazzo di 20 anni affetto da una patologia psichica. «Mio figlio ha iniziato a soffrire di ansia depressiva, così come è stato accertato dai medici che lo hanno visitato. Non è un assassino né un drogato, Alessio ha bisogno di essere ricoverato e curato. Ha sbagliato, ma non voleva uccidere il comandante dei carabinieri. Purtroppo quando è nel pieno delle crisi diventa pericoloso. Ho chiesto aiuto a tutti, ho chiesto che Alessio fosse portato in una struttura adatta alle cure mentali, per poterlo seguire in un percorso riabilitativo, invece è finito in carcere». E’ questo il disperato appello di mamma Assunta, che ha denunciato suo figlio Alessio «solo per salvarlo, ma adesso mi odia», racconta in lacrime a Metropolis. Alessio avrebbe cominciato a soffrire di depressione ad aprile 2022, con crisi che lo hanno spinto diverse volte verso un atto estremo che, fortunatamente, è stato sventato. Due giorni fa una, in preda a una forte crisi «Alessio non riusciva a calmarsi e ho allertato il 118», spiega la donna «quando gli operatori sanitari sono arrivati mio figlio era fuori controllo, quindi abbiamo chiesto l’intervento dei carabinieri ed è finita come mai avrei immaginato. Alessio ha preso un coltello e lo agitava davanti al comandante dei carabinieri. Non ha capito neanche quello che faceva ed è stato arrestato». Una mancata di lucidità dovuta da una crisi da ansia depressiva, secondo la tesi di mamma Assunta, avrebbe portato Alessio ad armarsi di coltello. Un gesto che ha fatto scattare le manette ai polsi del 20enne, accusato di minacce e resistenza a pubblico ufficiale. Proprio per salvare Alessio, il comandante dei carabinieri di Gragnano Angelo Disanto, era giunto sul posto senza immaginare che si sarebbe trovato davanti a una persona armata. Cercando di schivare la lama, il militare è riuscito a disarmare il ragazzo e calmarlo. Alessio è ora in carcere in attesa del giudizio. Ed è proprio la permanenza dietro le sbarre che preoccupa maggiormente mamma Assunta «per le condizioni di salute di Alessio. Troppo fragile per restare in cella. Da aprile ha seguito le cure che gli sono state date, anche se non hanno cancellato quelle crisi orrende. Mio figlio ha tentato di suicidarsi lanciandosi dal balcone, io l’ho visto disteso sui fili per il bucato. I suoi mal di testa lo hanno portato all’esasperazione, tanto che spesso batteva il capo contro al muro. Io ho continuato a chiedere aiuto all’Asl, affinché Alessio fosse ricoverato ma dopo i controlli presso l’ospedale Maresca, Alessio tornava a casa “perché non necessario il ricovero”, mi dicevano. Ecco perché so che lasciarlo in carcere sarebbe la fine per lui, perché le sue crisi potrebbero presentarsi in ogni momento e questo lo porterebbe alla morte certa. Vi chiedo di aiutarmi a curare Alessio, ha bisogno di un ricovero urgente e in una struttura adatta alla sua malattia». Si attende, dunque, la decisione del gip che, probabilmente oggi, a margine della convalida si pronuncerà sulla misura cautelare per Alessio.

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