No vax e stretta sui diritti: la Meloni è già sotto accusa

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No vax e stretta sui diritti: la Meloni è già sotto accusa

Dal discorso programmatico in cui le priorità erano la crisi economica e il rilancio dello sviluppo, ai primi provvedimenti che sanno di propaganda e nostalgia, il passo è stato breve. Sul Covid, il Governo Meloni annuncia un passo indietro. Moratoria per i medici e gli operatori no vax che, decidendo di non vaccinarsi, erano stati di fatto sospesi. Stop, anche, all’obbligo vaccinale a partire da ieri. Un repulisti che, inevitabilmente, richiama alla mente le posizioni anti scientifiche e no vax a cui il centrodestra e Fratelli d’Italia in particolare ha sempre strizzato l’occhio. Ma ciò che preoccupa in questo momento la minoranza è anche la stretta sui diritti. La vicenda del rave di Modena, chiusasi grazie alla mediazione di prefetti e politici non particolarmente desiderosi di cercare lo scontro con la piazza, ha portato all’introduzione di un nuovo reato che preoccupa moltissimo l’opposizione. E’ attacco ad alzo zero da parte dell’opposizione contro il nuovo reato anti Rave: é una norma “fascista” e reazionaria che rischia di punire le legittime manifestazioni, è l’osservazione. Il giorno dopo la riunione del Consiglio dei ministri, la polemica non si placa: “Il problema non sono i rave party. Si tratta di un evidente specchietto per le allodole. La verità è che questo provvedimento varato ieri dal Governo Meloni riguarderà gli operai che occupano le fabbriche, gli studenti che occupano le scuole e le universita’ ed altro ancora. Sono la destra, per loro l’ordine pubblico si fa così, con la repressione e le pene che crescono. Bisogna mobilitarsi senza se e senza ma contro questo scempio. Del diritto e del buonsenso”, dichiara Arturo Scotto, coordinatore nazionale di Articolo Uno. Non meno forte e’ la presa di posizione del verde Angelo Bonelli: “Ho studiato attentamente la norma sui rave presentata da Meloni e Piantedosi e posso affermare che con questa disposizione i rave non c’entrano nulla, invece verranno colpite le manifestazioni di protesta che possono andare da occupazioni di Università, scuole, mobilitazioni per questioni ambientali, come ad esempio l’occupazione di terreni inquinati, fino ad arrivare ai luoghi dove oggi vivono i braccianti agricoli che sono su terre occupate. E’ una norma liberticida e fascista che addirittura prevede una pena di sei anni con introduzione di misure restrittive che normalmente si applicano ai mafiosi. Può accadere che a uno studente universitario fuorisede che partecipi ad un’occupazione si notifichi il foglio di via facendogli perdere il diritto di studiare all’università”. Ma, qualcuno polemicamente, si chiede se queste norme varranno anche per le occupazioni portate avanti in questi anni da Casapound, terreno di coltura della logica che ha ispirato le norme volute con forza dal ministro dell’Interno Piantedosi. Che è stato, fortunatamente, bloccato in Consiglio dei Ministri quando avrebbe voluto inserire anche la libertà di intercettare messaggi e dialoghi all’interno di queste pubbliche riunioni senza chiedere il preventivo assenso alla magistratura. Un colpo di mano che l’ala, sparuta ma presente, di garantisti nel Governo Meloni ha bloccato.  Appare paradossale che, in un momento delicato in cui vi sono famiglie che non riescono a mettere il piatto a tavola la priorità del Governo di centrodestra siano i rave e le concentrazioni pericolose di giovani. “Il Decreto Legge discusso nel Consiglio dei ministri definito una “misura liberticida e pericolosa” rischia di essere soggetto a interpretazioni che limitano fortemente la libertà di manifestazione. Questo è il parere della Rete degli Studenti Medi e dell’Unione degli Universitari dopo aver preso visione del testo del Decreto. Anche i giovani sono preoccupati.

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