Alberto Dortucci

Bufera al cimitero di Torre del Greco: pericolo di stop alle sepolture

Alberto Dortucci,  
No dal Comune all’aumento del monte-ore per gli operatori, in arrivo lo stato di agitazione: a rischio i servizi essenziali

Bufera al cimitero di Torre del Greco: pericolo di stop alle sepolture
Il cimitero di Torre del Greco

Torre del Greco. La bufera è scoppiata proprio alla vigilia della commemorazione dei defunti e rischia di provocare disservizi e disagi all’interno del cimitero. Le precarie condizioni igienico-sanitari e i pericoli legati alla presenza di aree di cantiere tra i viali dell’eterno riposo, stavolta, non c’entrano: a scatenare l’ennesima crisi al camposanto è il braccio di ferro tra gli operai della ditta incaricata dei servizi cimiteriali – inumazione, tumulazione, esumazione, estumulazione e traslazione delle salme – e l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Giovanni Palomba. Una vertenza lavorativa – non la prima per la carovana del buongoverno di palazzo Baronale, già pronta a mettere alla porta una ventina di precari delle politiche sociali – destinata a innescare malumori e fibrillazioni all’ombra del Vesuvio.

L’aumento del monte ore Tutto ruota intorno alle ore di lavoro dei dipendenti della ditta incaricata dal Comune della gestione dei servizi cimiteriali: i contratti dei sei operatori – a oggi – prevedono un impiego di quattro ore giornaliere. La richiesta avanzata dai lavoratori all’ente di palazzo Baronale è di portare a cinque il monte ore giornaliero, in modo da rimpinguare le buste paga a fine mese. Diversa, invece, la «strategia» decisa dalla carovana del buongoverno guidata dal Giovanni Palomba: nuova gara d’appalto, con l’assunzione di ulteriori due unità lavorative, sempre a quattro ore al giorno. Il bando – promosso nelle scorse settimane – si chiude proprio oggi e prevede l’affidamento dei servizi cimiteriali per i prossimi quattro anni e mezzo. E proprio oggi gli operatori potrebbero proclamare lo stato di agitazione e bloccare le sepolture per protestare contro la decisione dell’amministrazione comunale.

L’affondo della Cgil

La vicenda è finita inevitabilmente sotto i riflettori dei sindacati di categoria: «Sono mesi che i dipendenti chiedono un aumento delle ore lavorate – spiega Luca Chiusel, storico rappresentante della Cgil – a fronte di un servizio reso cinque giorni su sette senza mai badare all’orologio». Richiesta fino a oggi rimaste inascoltate:  «La nuova gara d’appalto – prosegue Luca Chiusel – prevede l’assunzione di ulteriori due unità lavorative, passando a quota otto, ma non l’aumento del monte ore di ogni dipendente. Uno schiaffo alle aspirazioni di chi ha finora garantito il servizio, senza  sottovalutare il rischio che dietro tale decisione possa leggersi una volontà di allargare il fronte degli impiegati in vista delle elezioni in programma il prossimo anno».

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