Alberto Dortucci

Torre del Greco, tre perizie sul tragico scoppio costato la vita a Luigi Romano

Alberto Dortucci,  
Morte sul lavoro in Basilicata: via agli accertamenti dei consulenti di pm, famiglia e azienda. I locali restano sotto sequestro, primi risultati entro due mesi.

Torre del Greco, tre perizie sul tragico scoppio costato la vita a Luigi Romano

Torre del Greco. Tre perizie per fare piena luce sull’incidente costato la vita a Luigi Romano, l’operaio di 36 anni rimasto ucciso in seguito allo scoppio di una caldaia nell’azienda conserviera in cui lavorava dalla scorsa primavera. A due mesi dalla tragedia, entra nel vivo l’inchiesta portata avanti dalla procura di Potenza per stabilire eventuali responsabilità sulla morte bianca avvenuta all’interno dello stabilimento dell’Eugea Mediterranea – gruppo Doria – a Lavello.

I quattro consulenti

La procura del capoluogo della Basilicata ha proceduto alla nomina di quattro consulenti, chiamati a verificare le cause dell’esplosione della caldaia e a individuare eventuali responsabilità per l’incidente. In particolare, il pubblico ministero a capo della indagini ha incaricato due professionisti – l’ingegnere Carmine Rocco Merca e l’ingegnere Roberto Petrola – per la perizia d’ufficio e due consulenti per le rispettive parti. Per la famiglia di Luigi Romano – assistita dall’avvocato Luigi Mennella, presente in procura per le nomine – l’incarico sarà svolto dall’ingegnere Luigi Monica, mentre l’azienda potrà contare sulla consulenza dell’ingegnere Ciro Castaldo. Il primo accesso ai locali in cui avvenne l’incidente sul lavoro è stato fissato per il prossimo 21 novembre e i professionisti avranno 60 giorni di tempo – salvo, ovviamente, la necessità di proroghe per approfondimenti tecnici – per la consegna delle rispettive perizie. Accertamenti-chiave per provare a capire perché Luigi Romano è stato «investito» da un’esplosione sul posto di lavoro e se la tragedia poteva essere evitata con opportuni accorgimenti in materia di sicurezza.

Gli ulteriori esami

Al momento, il locale in cui avvenne lo scoppio resta sotto sequestro. Liberati dai sigilli, invece, gli altri luoghi dell’azienda conserviera per consentire le riparazioni del caso alle strutture danneggiate dall’esplosione e la ripresa delle attività lavorative all’interno dello stabilimento. Si resta, invece, in attesa degli esiti dell’autopsia – 60 giorni il tempo concesso ai medici – e degli esami tossicologici previsti di prassi: entrambi i risultati dovrebbero arrivare a cavallo tra la fine di novembre e l’inizio di dicembre.

L’incidente e il calvario

La tragedia capace di spezzare l’armonia di un’intera famiglia è iniziato intorno alle 8.30 di martedì 13 settembre. Quando Luigi Romano – sposato e padre di due bambini – sarebbe stato letteralmente travolto da un getto di vapore fuoriuscito dalla sala caldaia dell’azienda conserviera. Nonostante le ustioni sul 90% del corpo, l’operaio di Torre del Greco era riuscito a chiedere aiuto: soccorso da alcuni colleghi e poi dal personale del 118. Immediato il trasferimento all’ospedale San Carlo di Potenza e poi – a causa della gravità delle ferite – al centro grandi ustionati del Cardarelli di Napoli. Il trentaseienne ha lottato tra la vita e la morte per 48 ore, poi il suo cuore si è fermato per la disperazione della moglie e dei familiari. Ora pronti a chiedere verità e giustizia per l’operaio di 36 anni morto sul lavoro.

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