Mario Memoli

Chat dopo la lite fuori la discoteca: «L’ho quasi ucciso»

Mario Memoli,  
Il 19enne finito ai domiciliari aveva passato il coltello all’amico minorenne per aggredire il rivale. Manzo incastrato dallo sfogo in una chat di WhatsApp: deve rispondere di tentato omicidio, lunedì l’interrogatorio

Chat dopo la lite fuori la discoteca: «L’ho quasi ucciso»

Nocera Inferiore. L’arrestato per tentato omicidio in concorso con i due minori chiese con insistenza cosa avessero detto i giovanissimi accusati di aver ferito gravemente  il rivale (anche lui indagato) durante la rissa nel parcheggio del Glamis a Castel San Giorgio.

Non voleva essere coinvolto Pasquale Manzo (ai domiciliari) nonostante avesse passato il coltello al minorenne. Anzi in prima battuta agli inquirenti aveva detto di essere intervenuto per difendere l’amico in difficoltà contro un gruppo di giovani di Bracigliano e aveva appreso dell’accoltellamento solo quando una delle vittime fu ricoverata in ospedale.

In realtà grazie anche ai messaggi whatsapp Manzo viene incastrato soprattutto quando afferma al minorenne G. C. “Basta fratè l’amm già accis” e sollecitava l’amico a non farne parola “ma nun ‘o dicr a nisciuno (non dirlo a nessuno)” . Era la notte del 1 marzo. I due si sentirono ancora e Manzo chiede al minore cosa avesse detto agli inquirenti. “ma gli hai detto che ci siamo difesi e che ci stavano spettando fuori?”.

La replica “Non ti preoccupare ho detto la verità di quello che è successo”. Quella sera, all’interno del locale era  stato organizzato un concerto per festeggiare il Carnevale. A seguito di qualche spintone, con un ragazzo finito a terra, diversi giovani diedero inizio a una scazzottata.

A scontrarsi furono due gruppi di ragazzi, provenienti da Bracigliano e Nocera Inferiore. Durante la rissa, uno di questi fu colpito da una coltellata alla schiena e ricoverato in prognosi in ospedale, con codice rosso. A ferirlo fu uno dei due 16enni (G.C.). Si salvò per questione di centimetri, come spiegato in un referto medico, evitando rischi gravissimi al polmone.

Oggi, è lui stesso indagato e non può lasciare il comune di residenza (Castel San Giorgio). I militari hanno acquisito e analizzato diversi video di telecamere ed ascoltato numerosi testimoni.

Da una chat finita negli atti d’indagine, infatti, si percepisce come il 19enne fosse molto preoccupato: “Mandami un audio delle cose che hai detto per non dire cose diverse”, scrive Manzo, al quale poi uno dei minori consiglia di andare in ospedale: “Fatti fa il referto, dici che ti hanno aggredito”.

La rissa coinvolse almeno venti persone, sulle quali proseguono ancora le indagini per le identificazioni. La violenza consumata all’esterno costò una ferita da taglio ad uno dei tre indagati e ulteriori traumi ad altri due ragazzi, con lesioni giudicate guaribili in otto e dieci giorni. Dal secondo step dell’inchiesta è emerso che almeno altri due giovani avessero con loro un coltello, utilizzato durante gli scontri.

Per il gip Carlo Bisceglia che ha firmato l’ordinanza, gli indagati (Michele Rescigno, Luigi Ferentino, Luigi Citarella e Alberto Gentile indagati per rissa) erano decisi a  regolare i conti con il gruppo contrapposto dopo gli screzi verificatisi nel locale. Lunedì l’interrogatorio di garanzia a Nocera Inferiore davanti al gip Bisceglia con l’avvocato Manuel Capuano che per questione di incompatibilità (difende il minorenne reo confesso) potrebbe rinunciare all’incarico e lasciare la difesa al collega Ambrosio di Angri.

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