Andrea Ripa

Niente ricorso al Tar contro lo scioglimento, gli ex amministratori di San Giuseppe Vesuviano chiedono l’intervento di Mattarella

Andrea Ripa,  

Niente ricorso al Tar contro lo scioglimento, gli ex amministratori di San Giuseppe Vesuviano chiedono l’intervento di Mattarella

Non saranno i giudici del tribunale amministrativo regionale del Lazio a dover cancellare quella che gli amministratori di San Giuseppe Vesuviano ritengono essere una macchia ingiusta sul loro operato, ma la decisione spetterà – qualora venisse accolto il ricorso – direttamente al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. E’ a lui che gli amministratori sciolti per infiltrazioni mafiose a giugno scorso hanno scritto per allontanare le ombre che la commissione d’accesso ha gettato sul municipio di piazza Elena d’Aosta nei mesi scorsi e che sono alla base del provvedimento intrapreso dal Consiglio dei Ministri in estate. Il ricorso straordinario al presidente della Repubblica è stato presentato nei giorni scorsi dai legali dei componenti della maggioranza del sindaco Vincenzo Catapano, defenestrato e sostituito da una triade di commissari straordinari che avranno il difficile compito di «bonificare» il Comune (finora i risultati non si sono ancora visti) dalle tante anomalie registrate nel corso delle indagini affidate a un pool di esperti inviati dalla prefettura oltre un anno fa. «Abbiamo combattuto la criminalità organizzata, non abbiamo fatto accordi con i clan», è il succo del messaggio della relazione inviata recentemente agli uffici del Quirinale. Un percorso diverso quello intrapreso dai vertici dell’amministrazione comunale di San Giuseppe Vesuviano rispetto a quanto hanno fatto gli altri colleghi, vittime dello stesso provvedimento toccato al primo sindaco leghista del Mezzogiorno: Torre Annunziata e Castellammare hanno presentato ricorso al tribunale amministrativo del Lazio per impugnare il decreto di scioglimento e nelle prossime settimane potrebbero ottenere già il primo parere. Per San Giuseppe Vesuviano i tempi si stimano essere più lunghi del previsto, mentre negli altri Comuni i sindaci – qualora dovessero essere accolti i ricorsi – potrebbero tornare in sella già all’inizio del prossimo anno. Per Catapano & Co., il cui mandato è stato interrotto a pochi mesi dalla scadenza naturale, se ne riparlerà tra la fine del 2023 e l’inizio del 2024 per concludere – «eventualmente» – il percorso politico intrapreso nel 2012 e confermato dagli elettori nel 2018, al termine di due durissime campagne elettorali. Nell’attesa che il Capo dello Stato si pronunci in merito al ricorso straordinario presentato dagli avvocati incaricati dai componenti della vecchia amministrazione comunale, la gestione commissariale – che sino a questo momento ha suscitato soltanto polemiche e disagi in merito a numerose vicende – continuerà indisturbata. Saranno i commissari straordinari a gestire – e investire – i finanziamenti che il Ministero dell’Interno ha riconosciuto alle amministrazioni sciolte per infiltrazioni mafiose; un risarcimento che porterà alle casse dell’Ente di piazza Elena d’Aosta poco più di 374mila euro, pari a 12 euro per abitante.

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