Tiziano Valle

Castellammare. Ipoteche e pignoramenti della Soget, aziende e famiglie asfissiate: pioggia di ricorsi

Tiziano Valle,  

Castellammare. Ipoteche e pignoramenti della Soget, aziende e famiglie asfissiate: pioggia di ricorsi

Imprenditori stritolati dalla crisi, famiglie che non riescono a far quadrare i conti, un contesto di difficoltà economica in cui s’inserisce l’attività asfissiante della Soget, chiamata a recuperare i soldi dai morosi che negli anni scorsi non hanno versato imposte comunali come la Tari o l’Imu, ad esempio. La società che si occupa della riscossione dei tributi a Castellammare di Stabia sta attuando una vera e propria task force contro l’evasione fiscale, ma i metodi utilizzati – oltre a una serie di errori contestati – vengono ritenuti vessatori da imprenditori e famiglie che stanno impugnando le cartelle. I contenziosi in atto sono tanti, alcuni addirittura per cifre che superano i centomila euro. Se nel lungo elenco dei morosi ci sono sicuramente dei furbetti, il problema è che la scure della società si abbatte anche su chi magari ha dovuto affrontare un difficile momento economico e lavora per rimettersi in regola. Pagando il giusto. Tante le contestazioni che vengono mosse nei confronti della società. Si parte dagli errori nelle notifiche, considerando che gran parte degli avvisi affissi all’albo pretorio comunale non vengono poi seguiti dalle raccomandate con ricevuta di ritorno, così come previsto dalla legge per consentire ai contribuenti di mettersi in regola. E si finisce con il pressing asfissiante della società che in alcune occasioni non offre nemmeno il tempo necessario a chi deve pagare di poterlo fare nei termini prefissati. Per fare un esempio: è accaduto che imprenditori stabiesi abbiano ricevuto un preavviso d’iscrizione ipotecaria che prevede un termine di 30 giorni per saldare il conto rispetto alle imposte non pagate, ma dopo 10 giorni gli stessi imprenditori si sono ritrovati a fronteggiare un pignoramento presso terzi. Ovvero, due azioni esecutive in meno di due settimane. In altri casi, invece, un imprenditore che aveva rateizzato il suo debito s’è ritrovato a fare i conti con una nuova intimazione di pagamento 15 giorni dopo aver saldato la prima rata. Un’attività frenetica, forse dovuta a una comunicazione difficoltosa con l’ufficio centrale di Pescara, che rischia di mandare all’aria quel poco di economia cittadina che ancora si regge con l’imprenditoria e il commercio. Sì, perché in un contesto di difficoltà globale ritrovarsi un’iscrizione ipotecaria immediata o il blocco dei conti correnti bancari potrebbe costringere a tirar giù la saracinesca anche chi magari ha tutte le buone intenzioni di mettersi in regola. A difendere gran parte degli imprenditori che hanno deciso d’impugnare le cartelle esattoriali è l’avvocato Domenico Napolitano, noto tributarista di Castellammare di Stabia. «Le aziende stanno uscendo da due anni complessi a causa della pandemia e adesso si trovano a fronteggiare l’aumento dei costi dell’energia. Lo stesso discorso vale per le famiglie – sostiene il legale stabiese – Ignorare questo momento storico, critico, è sbagliato. L’agente di riscossione non dovrebbe forzare strumenti di recupero coattivo, perché in gioco c’è la tenuta economica di una città come Castellammare che è già in difficoltà».

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