Alberto Dortucci

Deiulemar, ennesima beffa: un pasticcio per gli ultimi assegni

Alberto Dortucci,  
Tesoretto Bov, distribuiti solo a tre avvocati circa 2.000 titoli dei restanti 7.000. Malumori tra gli obbligazionisti: «Non ci sono creditori di serie A e serie B»

Deiulemar, ennesima beffa: un pasticcio per gli ultimi assegni
Un corteo di obbligazionisti Deiulemar

Torre del Greco. Il veleno nella coda. La distribuzione degli assegni di importo inferiore ai 25.000 euro destinati agli ex obbligazionisti della Deiulemar compagnia di navigazione a titolo di ristoro per la transazione d’oro con Bank of Valletta rischia di scatenare nuovi malumori tra i 13.000 risparmiatori travolti dal crac da 800 milioni di euro dell’ex fiore all’occhiello dell’economia all’ombra del Vesuvio. Perché duemila dei restanti 7.000 titoli emessi per chiudere la «partita di Malta» sono già in circolazione, consegnati a tre avvocati «privilegiati» rispetto ai colleghi in attesa delle procedure di rito da parte dell’istituto di credito individuato dalla curatela fallimentare per la consegna degli assegni.

La corsia preferenziale

Il caso è esploso lo scorso fine settimana, quando i primi risparmiatori «fortunati» hanno ritirato gli assegni presso gli studi legali dei propri avvocati. Una «gioia» attesa dieci anni – la somma incassata da ogni obbligazionista sfiora il 20% dei soldi investiti nella cosiddetta Parmalat del Mare – e subito condivisa con gli «amici di sventura»: sono bastate un paio di telefonate per accertare come, in realtà, gli assegni già in circolazione fossero solo una parte del totale. Immediato è scattato il tam tam tra i truffati dagli armatori-vampiri, con inevitabili proteste: «Non esistono creditori di serie A e creditori di serie B – la rabbia delle vittime del grande crac all’ombra del Vesuvio – Aspettiamo tutti da 10 anni i nostri soldi, non ci devono essere corsie preferenziali».

La difesa della curatela

Diversa la spiegazione fornita dalla curatela fallimentare per giustificare la «doppia velocità» degli assegni: «La banca ha iniziato a consegnare i titoli e, a nostra volta, abbiamo consegnato alcuni assegni per favorire e velocizzare la distribuzione. D’altronde, si tratta di circa 7.000 posizioni: sarebbe praticamente impossibile procedere alla consegna all’unisono». Di qui, la decisione di cominciare a consegnare a soli tre avvocati – difensori di pacchetti-record di risparmiatori – circa 2.000 assegni per cominciare a ristorare i primi ex obbligazionisti della Deiulemar compagnia di navigazione. «Sarebbe assurdo avere 2.000 titoli e non cominciare la distribuzione in attesa di avere tutti gli assegni a disposizione», la “difesa” della curatela fallimentare.

I tempi d’attesa

Così, mentre una fetta di obbligazionisti potrà presto festeggiare il recupero del 20% dei soldi investiti nella cosiddetta Parmalat del Mare, la maggioranza dei truffati dovrà attendere i tempi della procedura bancaria. «E’ l’ultima beffa di una serie infinita – concludono i risparmiatori – Speriamo solo di riuscire a rimettere presto le mani sui nostri soldi».

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