L’inferno sul treno deragliato della Circum a Pompei: «È stato terribile, credevamo di morire»

Giovanna Salvati,  

L’inferno sul treno deragliato della Circum a Pompei: «È stato terribile, credevamo di morire»

Le lancette dell’orologio  segnano le 14. Patrizia si trova nella seconda carrozza del treno Circum. Lo ha preso al volo «come sempre, sono una ritardataria» dice. Lavora a Poggiomarino in una scuola come amministrativa e ogni giorno viaggia sullo stesso treno «non è proprio il top tra ritardi e disservizi ma è l’unico mezzo di trasporto che mi consente di spostarmi». Indossa le sue inseparabili cuffie che non sono riuscite però ad ovattare il rumore e il terrore che lei ed altri trenta passeggeri hanno vissuto ieri pomeriggio. Il treno sul quale viaggiava è deragliato all’ingresso della stazione di Pompei Santuario. «Ho sentito poco ma ho visto improvvisamente tutti alzarsi, c’era chi urlava e voleva scendere, solo così ho capito che fosse accaduto qualcosa». comincia così l’incubo di quella donna e degli altri pendolari che erano su quel treno.  Il convoglio, che viaggiava sulla linea Napoli-Pompei-Poggiomarino, si è schiantato contro la banchina sul lato opposto della stazione. L’ultima carrozza dell’ultimo vagone si è spostata dal binario finendo contro il masso di cemento. Uno schianto che non ha comportato feriti e danni elevati solo  perché il treno viaggiava ad una velocità minima di 5 km/h orari essendo in prossimità della stazione di arrivo. Attimi però di paura ed un episodio sul quale ora è stata aperta una inchiesta. Il tratto ferroviario è attualmente chiuso e i tecnici dell’Eav sono a lavoro per spostare  il treno che dovrà ora fare rientro nel deposito di Ponticelli. Attualmente la Procura lo ha sottoposto a sequestro e lo sarà fino a quando non saranno chiarite le cause del deragliamento. Secondo una prima ipotesi il deragliamento potrebbe essere stato determinato da un guasto tecnico o da un errore umano. Nelle prossime ore verrà anche ascoltato il macchinista che stava guidando il treno e il personale a bordo.

Le testimonianze – «Eravamo seduti nella carrozza, abbiamo sentito un forte rumore e poi c’è chi ha perso l’equilibrio perché si stava alzando per uscire dal treno». Sono le prime testimonianze dei passeggeri che hanno fornito alla polizia che ora sta indagando. Gli uomini del commissariato di Pompei – agli ordini del vicequestore Antonella Palumbo – hanno infatti identificato i passeggeri per cercare di recuperare qualche dettaglio in più che possa in qualche modo fornire degli elementi utile alla dinamica.

I precedenti – Il deragliamento di oggi a un treno della Circumvesuviana nei pressi della stazione di Pompei, ha riportato alla mente un paio di precedenti ben più tragici che riguardarono la stessa linea ferroviaria. A partire da quello del 6 agosto 2010. Allora il bilancio dell’incidente fu di due morti e 57 feriti a causa – è quanto accertò il processo in sede penale che ne seguì – della condotta imprudente del macchinista condannato a tre anni per duplice omicidio colposo dalla sesta sezione penale del tribunale di Napoli al termine di un giudizio durato circa sei anni. Ancora peggio andò ai passeggeri del treno diretto a Poggiomarino che il 10 luglio del 1979 si scontrò con un altro convoglio che arrivava in direzione opposta ad un km dalla stazione di Cercola. Particolarmente gravoso il bilancio con 14 vittime e oltre sessanta feriti. Anche allora finì sotto accusa la condotta di uno dei due conducenti che non avrebbe rispettato un segnale d’arresto.

Le indagini – Sarà una commissione d’inchiesta interna a fare luce sul deragliamento di un treno della Circumvesuviana. L’errore umano appare al momento come una delle cause probabili dell’incidente. «Sulle cause del deragliamento – precisa una nota dell’Eav – esiste un sistema di controllo della circolazione che ha registrato tutti gli eventi accaduti nella stazione, nella massima trasparenza come da procedura di sicurezza Ansfisa, così come anche quelli del treno. Pertanto l’incrocio dei dati della infrastruttura e del treno (una sorta di scatola nera per intenderci) consentiranno alla commissione d’inchiesta di fare chiarezza in tempi rapidi. Ci sono tanti problemi sulla Vesuviana, legati al materiale rotabile ed alla infrastruttura, entrambi da rinnovare. Su entrambi abbiamo importanti finanziamenti ed investimenti in atto. Ma ci sono problemi che non hanno a che vedere con tutto questo e che sono riconducibili ad errori umani. Vedremo in questo caso di cosa si tratta, la commissione d’inchiesta istituita farà luce, ma il dubbio che si tratti di un banale quanto grave errore umano è forte».

Le accuse – «Il treno di Eav deragliato nei pressi della stazione di Pompei è solamente l’ultimo episodio, in ordine temporale, di una serie di eventi accaduti nell’ultimo periodo». Lo denuncia Antonio Aiello, segretario generale della Uiltrasporti Campania. «Viene più che naturale chiedersi dove trovi il coraggio De Gregorio per non dimettersi. Forse il presidente di Eav sta aspettando che ci scappi il morto?». E’ quanto afferma invece Severino Nappi, capogruppo della Lega nel Consiglio regionale della Campania e componente della Commissione Trasporti. Per Annarita Patriarca, deputata di Forza Italia «Il deragliamento verificatosi a Pompei, è solo l’ultima di una lunghissima sequela di incidenti e disservizi che fanno della Circumvesuviana un vero e proprio incubo per pendolari e turisti».

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