Andrea Ripa

L’ultimo schiaffo alla memoria di Montanino, il vigilante di Ottaviano vittima del dovere

Andrea Ripa,  

L’ultimo schiaffo alla memoria di Montanino, il vigilante di Ottaviano vittima del dovere

L’ennesimo schiaffo alla memoria di un uomo che ha perso la vita per aver anteposto il suo mestiere. Una «vittima del dovere» per lo Stato, una vittima dei vandali per chi crede nell’Antistato. Le scritte sulla lapide di Gaetano Montanino, il vigilante di Ottaviano ucciso in piazza Mercato a Napoli in una sera d’agosto di 13 anni fa, sono uno sfregio a quanto è stato fatto dopo la morte della guardia giurata del Vesuviano. Le campagne di sensibilizzazione, il pentimento del suo assassino e il continuo ricordo di un uomo che è morto per aver cercato di fermare 4 rapinatori – tutti giovanissimi – sono state spazzate via da un colpo di bomboletta spray. Vernice rossa sul marmo bianco che ricorda il sacrificio di un padre di famiglia: la scritta Acab – all cops are bastard – sono un colpo al cuore di chi, in questi anni, non ha mai dimenticato quel massacro. Sulle scritte, denunciate dalle associazioni, è stata aperta un’inchiesta. E’ necessario far luce su quanto accaduto nel cuore di Napoli nei giorni scorsi. Nel frattempo l’indignazione e lo sgomento sono sentimenti a cui è impossibile restare indifferenti. Anche se non è la prima volta che la targa dedicata a Gaetano Montanino finisce nel mirino di bande criminali. Come non è la prima che le associazioni lanciano l’allarme sulle condizioni di abbandono in cui versa quella lastra di marmo, l’ultimo raid ha riacceso i riflettori sul ricordo di una vittima del dovere spesso dimenticato da tutti. Ma la lapide già versava  in condizioni di grave degrado, come denuncia da sempre  il leader dell’Associazione nazionale Guardie particolari giurate, Giuseppe Alviti. «La memoria di Gaetano Montanino — spiega — non solo è stata dimenticata ma uccisa e travolta dall’oblio mille volte, la stessa lapide ora  langue in uno stato di abbandono ma soprattutto sfregiata da una scritta rossa ACAB  da fare vergogna. Oggi come sempre – conclude – l’associazione nazionale guardie particolari giurate ha voluto dimostrare che non dimentica i suoi fratelli di lavoro onorandoli sia in vita e principalmente da morti, noi non siamo come quelli che dimenticano e chiediamo una punizione esemplare per gli autori del raid». L’omicidio al vigilante di Ottaviano la sera del 4 agosto 2009 procedeva la sua consueta ronda con un collega, Fabio De Rosa, nei pressi di piazza Mercato, a Napoli. Durante la perlustrazione delle attività commerciali della zona, si fermarono davanti ad un negozio di giocattoli in piazza. Erano all’incirca le 2 di notte. Improvvisamente, giunsero 4 ragazzi su due ciclomotori, volti coperti e armi in pugno. Uno dei due scooter si avvicinò alla volante e il passeggero puntò l’arma verso le guardie intimandogli di consegnargli le pistole d’ordinanza. Montanino non cedette alle pressioni dei rapinatori consapevole che, in seguito, le loro armi sarebbero state usate per commettere ulteriori reati. Iniziò un conflitto a fuoco. Gaetano venne colpito da 7 proiettili al torace che gli furono fatali, mentre, i 6 colpi che ferirono De Rosa non raggiunsero parti vitali. I due autori dell’omicidio vennero poi condannati e Montanino fu riconosciuto «vittima del dovere». Una morte spesso dimenticata dalle istituzioni e che spesso assurge agli onori delle cronache solo quando la sua memoria viene offesa.

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