Morì cadendo dal balcone a Boscoreale, attesa per l’autopsia sul corpo di Domenico

Pasquale Malvone,  

Morì cadendo dal balcone a Boscoreale, attesa per l’autopsia sul corpo di Domenico

Si svolgerà nella giornata di domani l’autopsia sul corpo di Domenico Aiello, il 62enne che venerdì scorso è precipitato dal balcone del secondo piano in una palazzina del centro cittadino. L’uomo, stando alla ricostruzione fatta dai carabinieri della stazione di Boscoreale, ha perso l’equilibrio nel tentativo di entrare nell’appartamento dove vivono la moglie e i figli, e dai quali era stato allontanato in virtù di un divieto di avvicinamento disposto dal Tribunale di Torre Annunziata nell’ambito di una denuncia per maltrattamenti in famiglia. Un dramma nel dramma conclusosi in tragedia, una vicenda che le forze dell’ordine stanno tuttora cercando di chiarire. Il 62enne non aveva accettato quel provvedimento restrittivo che, tra l’altro, aveva già violato qualche ora prima del fatale incidente. Aiello era riuscito ad entrare in casa alle prime luci dell’alba dalla finestra del condominio di via Guastafierro, una traversa di via Luigi Oliva nei pressi dell’edificio scolastico Cangemi. Per questa ragione, era stato arrestato dai militari dell’Arma quando era ancora in casa, dalla quale evidentemente non voleva andarsene. Aiello lavorava come autista nell’Asia, una delle più grandi società in house del meridione interamente controllata e coordinata dal Comune di Napoli e incaricata della gestione dei rifiuti e dell’espletamento dei servizi di nettezza urbana. Era stato ammanettato dalle forze dell’ordine in flagranza di reato e portato in caserma dove si era beccato un’altra denuncia con l’accusa di violazione dell’allontanamento dalla casa familiare. Aiello verrà rilasciato qualche ora più tardi, mentre con tutta probabilità già meditava di irrompere in casa. E infatti, poco prima delle 18, ritorna di nuovo alla carica. Forse mette un piede in fallo o forse scivola prima di darsi la spinta, fatto sta che il 62enne precipita giù per oltre sei metri, schiantandosi sulla pensilina in cemento che dá riparo al portone di ingresso. Pare, ma il condizionale è d’obbligo, che la sua famiglia abbia assistito alla tragedia. Inutile l’intervento dei medici del 118 che non possono fare altro che accertarne il decesso sotto lo sguardo degli investigatori dell’Arma di Boscoreale e della Compagnia di Torre Annunziata.

CRONACA