Scavi di Pompei, due grandi ville restaurate con ‘approccio olistico’. Orti curati dai ragazzi autistici

Redazione,  

Scavi di Pompei, due grandi ville restaurate con ‘approccio olistico’. Orti curati dai ragazzi autistici

Cambia la filosofia dell’offerta turistica negli Scavi di Pompei, dove il direttore del Parco Archeologico, Gabriel Zuchtriegel, ha aperto questa mattina al pubblico due nuove grandi e lussuose antiche ville pompeiane che si prestano a quelle che il direttore ha definito visite con ”approccio olistico”. Nelle due grandi dimore di Villa di Diomede e della Casa dei Dioscuri, la città antica, sepolta nel 79 dopo Cristo dalla lava del Vesuvio, si ammirano colonne, dipinti, stanze e – soprattutto – giardini rigenerati attraverso una nuova interpretazione dei dati archeologici e grazie all’utilizzo di specie vegetali originarie dell’epoca e che ora sono allevate nel nuovo Vivaio della Flora Pompeiana alla Casa di Pansa.

”Queste due nuove aperture – sottolinea Zuchtriegel – avvengono in una duplice ottica: da un lato quella che porta a chiusura i lavori che erano stati avviati e proseguiti secondo le linee del Grande Progetto Pompei. E, inoltre, garantendo l’abbattimento di tutte le barriere architettoniche l’accessibilita’ anche a portatori di disabilità”. La Casa dei Dioscuri e’ una delle piu’ vaste di Pompei con colonne e pitture – visibili all’ingresso con Castore e Polluce – da cui prende il nome, che l’antico proprietario ha reso grande assemblando tre dimore, di cui una destinata solo a giardino. ”Era una Villa esclusiva, il cui proprietario non consentiva a tutti di poter accedere e che adesso si apre alla fruizione di tutti”, ha aggiunto Zuchtriegel.

La Villa di Diomede è la seconda delle due domus aperte da questa mattina al pubblico. Qui il Parco Archeologico di Pompei ha sottoscritto una convenzione con la cooperativa sociale ”Il Tulipano” che si occupa di ragazzi con autismo e disabilita’ cognitiva che insieme con le loro famiglie stanno seguendo un percorso di agricoltura sociale che comprende la raccolta della frutta nei giardini delle domus, nel vivaio e nei frutteti dell’area archeologica: melograni e mele cotogne, agrumi e sorbole, con la trasformazione in succhi e marmellate seguendo le ricette desunte da autori antichi come Plinio.

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