Il Comune di Pompei «arruola» i percettori del Reddito di Cittadinanza

Giovanna Salvati,  

Il Comune di Pompei «arruola» i percettori del Reddito di Cittadinanza

L’amministrazione guidata dal sindaco Carmine Lo Sapio ha deliberato, a firma dell’assessore alle Politiche Sociali Vincenzo Mazzetti, l’utilizzo dei Puc, impegnando i percettori del “Reddito di Cittadinanza” in due gruppi di 15 persone. Una iniziativa importante che potrà così vedere personale impegnato in più mansioni e sparsi per la città di Pompei. L’obiettivo infatti della iniziativa adottata dal Comune di Pompei è quella di evitare che colori che sono percettori non vengano impiegati quando tante sono le risorse invece che servono in città. E così, dopo una serie di riunioni ed incontri il primo cittadino ha pianificato un programma di inserimento delle unità con settori specifici studiati in base alla carenza di personale e alla necessità di collocare personale per alcuni servizi. E così i primi 15 percettori da ieri mattina sono stati collocati all’ingresso delle scuole del territorio di Pompei. Si occuperanno di assistere i bambini all’ingresso e all’uscita della scuola, dovranno vigilare sulla presenza di auto e rappresentare così un valido supporto anche agli agenti della polizia municipale della città di Pompei. E ancora: gli altri 15 daranno il loro contributo per il verde pubblico. Il loro impegno è dal lunedì al venerdì, per tre ore al giorno. Nell’ambito dei “Patti per il lavoro” e per l’inclusione sociale, i beneficiari Reddito di cittadinanza sono tenuti a svolgere “Progetti Utili alla Collettività” (Puc) nel comune di residenza per almeno 8 ore settimanali, aumentabili fino a 16. E non potranno nemmeno rifiutarsi di svolgere le mansioni che vengono assegnate loro perchè altrimenti saranno segnalati e potrebbero così perdere ogni beneficio. I Comuni sono responsabili dei Puc e li possono attuare in collaborazione con altri soggetti. Oltre a un obbligo, i Puc rappresentano un’occasione di inclusione e crescita per i beneficiari e per la collettività. Per i beneficiari, perché i progetti saranno strutturati in coerenza con le competenze professionali del beneficiario, con quelle acquisite anche in altri contesti ed in base agli interessi e alle propensioni emerse nel corso dei colloqui sostenuti presso il Centro per l’impiego o presso il Servizio sociale del Comune. Per la collettività, perché i Puc dovranno essere individuati a partire dai bisogni e dalle esigenze della comunità locale e dovranno intendersi come complementari, a supporto e integrazione rispetto alle attività ordinariamente svolte dai Comuni e dagli Enti pubblici coinvolti. «E’ una opportunità importante per la nostra città e per poter avviare  un discorso di collaborazione e di supporto prima di tutto – spiega il primo cittadino Carmine Lo Sapio – significa anche dare una occasione di integrazione a coloro che percepiscono il reddito e di mettersi in gioco in settori nei quali possono anche acquisire competenze utili da poter poi sfruttare per altre occasioni lavorative che possono aprirsi». Insomma una doppia finalità e un doppio obiettivo per il Comune che utilizza manodopera e per i percettori di imparare anche un mestiere. @riproduzione riservata

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