Andrea Ripa

Dopo lo sfregio, nuova lapide per Montanino

Andrea Ripa,  

Dopo lo sfregio, nuova lapide per Montanino

«Mai più gesti del genere che oltraggiano la memoria di una vittima del dovere», così associazioni e parenti di Gaetano Montanino – vigilante di Ottaviano ucciso a Napoli nell’agosto di 13 anni fa – hanno accolto la riqualificazione della lastra di marmo in memoria del lavoratore massacrato dai rapinatori in piazza Mercato a Napoli. Una vittima della criminalità che ha pagato con la vita il suo impegno sul lavoro. La nuova targa in memoria di Montanino è stata inaugurata nel chiesto della chiesa di Sant’Eligio Maggiore, a due passi proprio da dove si trovava quella imbrattata dai vandali. Lì sarà spostata e curata, per evitare che nuovi raid vandalici ne macchino la memoria. All’iniziativa hanno preso parte la fondazione polis della Regione Campania, l’associazione Gioventù Cattolica, Libera e il coordinamento campano dei familiari delle vittime innocenti della criminalità. Per le istituzioni era presente l’assessore regionale alla sicurezza Mario Morcone. «Non permetteremo che ottusi vandali infanghino la sua memoria», ha spiegato il fedelissimo del governatore De Luca al momento della ri-presentazione alle scuole della lastra in ricordo del vigilante di Ottaviano. Presente all’iniziativa anche Lucia di Mauro, vedova Montanino che ha ricordato come la «lapide sia stata già vandalizzata in passato. Deve essere curata, ma va fatta anche attività di sensibilizzazione nei confronti di chi compie questi gesti». Per don Tonino Palmese, presidente della Fondazione Polis, lo spostamento della targa è una «sconfitta dello Stato. Ma è anche un segnale di attenzione per una vittima del dovere che non deve essere dimenticata». La lastra di marmo in piazza Mercato era stata vandalizzata nei giorni scorsi e il caso era scoppiato dopo la denuncia dell’associazione delle guardie giurate. Sulla scritta in memoria di Gaetano Montanino i vandali avevano scritto con vernice rossa «Acab»: parole antistato nei confronti di un uomo che ha sacrificato la propria vita per essersi ribellato ai rapinatori. Fu colpito a morte nell’agosto del 2009, i malviventi gli avevano intimato di consegnare l’arma e al suo rifiuto avevano esploso colpi di pistola.

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