Allarme bomba in una scuola di Terzigno, lo stupido scherzo che ha spaventato gli studenti

Andrea Ripa e Giovanna Salvati,  

Allarme bomba in una scuola di Terzigno, lo stupido scherzo che ha spaventato gli studenti

Sono da poco passate le 11,30, le lancette dell’orologio solcano il tempo scandendo i secondi. Il vocio dei piccoli alunni del plesso Capoluogo di Terzigno si sente nei corridoi: c’è chi ride, c’è chi accompagnato dalla maestra mentre cambia aula e chi invece guarda al di là della finestra immaginando di poter uscire e godersi quel lembo di sole che attraversa il vetro. Una mattinata normale, soltanto apparentemente. Il luogo sicuro, la culla dei piccoli dopo quella di casa, la scuola, diventa il teatro di una mattinata di follia dove uno scherzo orrendo stravolge i piani delle 600 persone – tra studenti, insegnanti e dipendenti – che erano all’interno della struttura. All’ufficio amministrativo della scuola di via Gionti il telefono suona. Tre squilli prima che una delle dipendenti alzi la cornetta per rispondere. Non ha nemmeno il tempo di dire «pronto» che dall’altra parte del telefono un voce maschile le comunica con fretta, e provando a camuffare la sua voce, che nella scuola c’è un bomba. La donna trema. Balbetta, è incredula. Poi avverte i colleghi e la presidenza di quella telefonata. Scatta l’allarme e l’inevitabile protocollo di evacuazione. La notizia rimbalza da una parte all’altra delle aule, mentre si prova a non spaventare i bimbi. Vengono allertate anche le famiglie, i genitori invitati a scuola per prendere i figli. Mentre il tempo passa e il piazzale antistante il municipio s’affolla di persone e di uomini in divisa, i bimbi escono dalla scuola sotto il coordinamento dei vertici di istituto. I test dei mesi scorsi e le direttive della dirigente Emilia Marone hanno evitato il caos. Sul volto delle maestre gli occhi spalancati dalla paura, qualche studente di terza o quarta capisce che c’è qualcosa che non va. I più piccoli ancora non realizzano del pericolo, per fortuna soltanto minacciato. Piombano anche i carabinieri della stazione di Terzigno, coadiuvati dalla polizia municipale, che sono i primi all’esterno della scuola a dare assistenza e mettere in sicurezza i piccoli e le maestre. Sono sempre loro a effettuare un primo accesso alla struttura, mentre all’esterno i bimbi vengono intrattenuti con i canti in attesa dei genitori. L’ipotesi è quella che qualcuno abbia voluto fare uno scherzo, un bruttissimo e squallido scherzo. Mentre la strada si svuota e restano solo gli investigatori, arrivano da protocollo anche i cani artificieri che passano al setaccio ogni angolo della scuola ma di quell’ordigno nemmeno l’ombra. Solo poco dopo le 13 la situazione torna alla normalità. O quasi. La procura ha aperto una inchiesta e sono stati avviati i primi accertamenti per cercare di rintracciare la telefonata anonima per individuare il colpevole dello stupido scherzo. Nel frattempo resta la paura di chi, come tante mamme, ha dovuto mollare tutto e correre a scuola. «I nostri figli si sono spaventati, noi insieme a loro. Chi ha fatto questo scherzo, spero che paghi con la giustizia tutto le paure che abbiamo vissuto mentre ci recavamo a scuola», le parole di alcune mamme degli alunni del plesso Capoluogo. «Per fortuna non è accaduto nulla. Mia figlia frequenta quella scuola e c’è stato un po’ di preoccupazione. Ma sia le forze dell’ordine che il personale scolastico sono stati impeccabili nel gestire la situazione», ha spiegato invece la vicesindaca Genny Falciano. Intanto dopo la paura di ieri mattina, quest’oggi le porte del plesso si riapriranno regolarmente. Con una nota la dirigente ha comunicato che le «lezioni si terranno regolarmente e in piena sicurezza» – si legge – «L’istituto è stato dichiarato agibile. La scuola San Domenico Savio è e rimane presidio permanente di legalità», viene ancora sottolineato. La speranza è quella di essersi messi alle spalle una mattinata di ordinaria follia e di ripartire normalmente con le attività scolastiche.

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