Alberto Dortucci

Da imputata a consulente: l’incarico a Dell’Aversana scatena il caos al Comune di Torre del Greco

Alberto Dortucci,  
Nomina da 10.000 € per la professionista in quota Forza Italia, accesso agli atti dell’opposizione: «Rischio di danno erariale»

Da imputata a consulente: l’incarico a Dell’Aversana scatena il caos al Comune di Torre del Greco
Palazzo Baronale, sede del Comune

Torre del Greco. Era inevitabile: la nomina di Rosaria Dell’Aversana – in passato imputata per turbativa d’asta sulla gara d’appalto per la gestione del centro antiviolenza prima di essere prosciolta dalle accuse – come supporto al rup del settore politiche sociali scatena l’ennesimo terremoto politico a palazzo Baronale.

Con la «minoranza attiva» del consiglio comunale pronta a chiedere «chiarimenti» sull’incarico da 10.000 euro per due mesi affidato alla «pupilla» dell’ex vicesindaco Donato Capone: «Pare opportuno segnalare – la missiva indirizzata al sindaco Giovanni Palomba e al segretario generale Pasquale Incarnato, responsabile dell’anti-corruzione in municipio – il provvedimento con cui la dirigente Claudia Sacco del settore politiche sociali ha proceduto a un affidamento a una professionista nota a Torre del Greco per essere stato il legale rappresentante di una cooperativa sociale su cui è stata aperta una procedura penale in carico all’attuale dirigente del settore politiche sociali Andrea Formisano».

Perché se l’inchiesta a carico di Rosaria Dell’Aversana si è chiusa davanti al gup del tribunale di Napoli Nord con una sentenza di non luogo a procedere, il processo a carico dell’ex vicecomandante della polizia municipale è aperto davanti ai giudici del tribunale di Torre Annunziata. «La segnalazione nasce come dovere di controllo di chi scrive – sottolineano il soldato Luigi Caldarola, il casilliano Vittorio Guarino, la pentastellata Santa Borriello e l’ex grillino Vincenzo Salerno – e pare il caso di rimarcare, alla luce dell’importo degli incarichi e dello stato in cui si trovano le politiche sociali, la necessità di un severo controllo sulle attività svolte dalla classe dirigente che espone costantemente la città a danni di natura sia economica sia di immagine mediatica per procedimenti ultronei o errati».

Non solo. La «minoranza attiva» del consiglio comunale evidenzia come «il ministero ha creato una apposita task force di professionisti e le amministrazioni comunali, attraverso un apposito portale, possono individuare i potenziali candidati agli incarichi necessari agli enti locali».

Insomma, danno e beffa. Di qui, la richiesta di accesso agli atti relativi alla nomina della «pupilla» dell’ex vicesindaco Donato Capone caldeggiata dai forzisti della maggioranza di palazzo Baronale.

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