Il coordinatore Fdi dell’area stabiese Michele Aprea: «Puntare alle Comunali»

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Il coordinatore Fdi dell’area stabiese Michele Aprea: «Puntare alle Comunali»

«Sul nostro territorio, come in tutta la provincia di Napoli, il centrodestra ha ottenuto un risultato importante. Fratelli d’Italia ha garantito nell’area stabiese una vittoria decisiva, limitata dalla forza del reddito di cittadinanza che ha comportato un risultato decisivo per i Cinque Stelle».

Michele Aprea è il commissario cittadino di Fratelli d’Italia a Castellammare di Stabia ed è il coordinatore territoriale dell’area stabiese e dei Monti Lattari del partito di Giorgia Meloni.

Aprea, è vero che il voto alle Politiche non si somma con quello alle amministrative. Ma nonostante uno scioglimento per camorra, Castellammare ha premiato il centrodestra.

«La premessa è giusta e sono d’accordo con lei. I due voti non si sommano e non possono coincidere. Sullo scioglimento, poi, ricordo che c’è un ricorso presentato dall’ex sindaco Gaetano Cimmino per il quale siamo molti fiduciosi. Restando sul tema i nostri voti vengono dalla capacità dei nostri leader, Giorgia Meloni in primis, di convincere i cittadini»

Torniamo sui temi amministrativi locali? Cosa ha imparato Fratelli d’Italia da quello che è accaduto?

«I cittadini, purtroppo, in linea generale si sono allontanati dalla politica e proprio per questo motivo Castellammare ha bisogno di un intervento importante dei professionisti e della società civile. Da commissario cittadino, in passato, ho avuto tante persone che sono degne di stima in generale, persone conosciute che nelle loro professioni hanno raggiunto livelli importanti e che pur condividendo la sofferenza per quello che Castellammare sta subendo da un decennio, davanti alla richiesta di un impegno concreto anche nell’amministrazione sono venute meno di fronte a una serie di preoccupazioni. Non avere la possibilità di amministrare la città secondo le loro idee o dovendosi confrontare con un consiglio comunale non sempre di qualità, frena la partecipazione dei migliori al voto. Se poi ci mettiamo che in passato, durante il voto per le comunali, abbiamo assistito sempre al valzer dei soliti noti, il dado è tratto». Cosa si fa nell’attesa che, o per il ricorso o per il completamento del commissariamento, si possa tornare al voto?

«Se in questo anno riusciremo a portare avanti un progetto coerente chiaro e trasparente su cui lavorare e fare appassionare i cittadini a una visione della città, ritenendosi responsabili della riuscita di questo progetto abbiamo fatto una cosa positiva. Come avvenuto alle ultime politiche dove è stata premiata la visione senza ambiguità della Meloni, della nostra premier»

A proposito di Governo: le priorità sono i rave e il contante libero. Non le sembra un po’ strano?

«Capisco il sale della polemica ma quando sento parlare di priorità non condivido le critiche. Tutti sapevamo che era fondamentale intervenire sulle bollette. E il Governo lo ha fatto. Ma lo ha fatto dopo essere andata a Bruxelles per discutere di nuovi fondi. Se qualche giorno prima, visto che c’era un’emergenza concreta a Modena, è intervenuto sul tema del rave non ci vedo niente di strano. Poi il decreto sulle bollette è arrivato qualche giorno dopo. E poi, mi scusi, sui rave nessuno vuole cancellare i diritti. Ma parliamo di occupazione abusiva del suolo privato, perché questi sono i rave. Vorrei vedere chi critica avere un rave in un terreno di sua proprietà».

Forza Italia e Lega sono alle prese con una crisi di leadership. Questo non blocca la crescita della coalizione?

«Certo assistiamo a due partiti minoritari che stanno in difficoltà e che, per questo motivo, vogliono spazi e visibilità maggiore. Ma sappiamo anche che la coalizione, pur con tutte le sue distinzioni, è omogenea: speriamo solo che questi personalismi non eccedano e non diventino pretestuosi. Il problema degli ultimi decenni la differenza è stato non dare all’Italia governi duraturi e omogenei ed ora ne paghiamo le conseguenze. A livello locale gli interessi sono diversi e la matrice politica si vede poco nello sviluppo della città. Ma lavoreremo chiamando in causa la società civile per la nostra vittoria».

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