Alberto Dortucci

Francesco, il mistero del doppio ricovero prima della tragedia del gas

Alberto Dortucci,  
Tragedia a Milano, la vittima era stata già due volte in ospedale. Le condizioni di Pietro restano critiche: i medici non sciolgono la prognosi

Francesco, il mistero del doppio ricovero prima della tragedia del gas
Francesco Mazzacane e Pietro Caputo

Torre del Greco. Si sarebbe sentito male due volte, prima della tragedia all’interno dell’appartamento preso in affitto al residence Linate a Segrate. E due volte – come certificato dagli accessi al pronto soccorso – si sarebbe recato in ospedale, con successive dimissioni per «cefalee» e «presunta intossicazione alimentare». è l’ultimo giallo legato alla morte di Francesco Mazzacane, il ventiquattrenne di via Martiri d’Africa ucciso dalle esalazioni di gas provenienti da una caldaia difettosa della struttura ricettiva in cui alloggiava insieme al compagno Pietro Caputo. A denunciare la vicenda sono stati direttamente i familiari della vittima, pronti a chiedere la massima chiarezza sull’accaduto. L’ennesima stilla di dolore per la mamma Maria Onesto, stremata dalle emozioni provocate dal viaggio della speranza a Milano – iniziato con la convinzione che il figlio fosse ricoverato in gravi condizioni – sfociato poi in dramma. La donna si è chiusa in uno stretto silenzio, spezzato solo da un breve messaggio affidato ai social: «Sei andato via in silenzio, ma farai sempre rumore nel mio cuore» l’addio al figlio salito al Nord a inizio ottobre per un tirocinio presso un supermercato della catena Esselunga.

Le condizioni dell’amico

Restano gravi, intanto, le condizioni del compagno del ventiquattrenne: a 48 ore dal ricovero al Fatebenefratelli, i medici non hanno sciolto la prognosi per Pietro Caputo, ventunenne originario di Pompei e residente a Torre Annunziata sopravvissuto alla tragedia. Le prossime ore potrebbero essere decisive per capire se il peggio sia realmente alle spalle.

Attesa per l’autopsia

Al momento, non ci sono significativi sviluppi nelle indagini coordinate dal pubblico ministero Luigi Luzi e portate avanti dai carabinieri di San Donato Milanese.  Il locale caldaie del residence Linate è stato subito posto sotto sequestro: di lì si sarebbe sprigionata la perdita di monossido di carbonio che ha intossicato i due ragazzi e ucciso il giovane di Torre del Greco. Attraverso gli accertamenti sul locale caldaie saranno valutate poi le eventuali responsabilità dei titolari della struttura ricettiva e dei responsabili della sicurezza. L’autopsia sulla salma del 24enne sarà fissata nelle prossime ore e gli esami verosimilmente saranno effettuati all’inizio della prossima settimana. Poi la salma sarà liberata e restituita alla famiglia per i funerali.

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