Castellammare. L’ex sindaco: «Il silenzio della politica è dannoso per la città»

Tiziano Valle,  

Castellammare. L’ex sindaco: «Il silenzio della politica è dannoso per la città»

«Bisogna rompere il silenzio che è calato su Castellammare, perché ci sono occasioni che la città non può perdere. Andando avanti in questo modo la prossima campagna elettorale sarà segnata dalle polemiche tra le diverse forze politiche in campo sui finanziamenti che saranno andati persi, con scambi di accuse che non serviranno a nessuno, soprattutto agli stabiesi». E’ l’ex sindaco Salvatore Vozza a provare ad animare un dibattito politico che si inaridito, dopo lo scioglimento per camorra del consiglio comunale. Lo fa attraverso una conferenza stampa organizzata nella sala d’ingresso del Supercinema, annunciando la messa in rete di un blog e presentando un documento di 15 pagine in cui si spiega «l’impegno» che intende mettere in campo – assieme a chi vorrà condividere la causa – fino al 2024, ovvero al ritorno di una giunta politica alla guida del Comune.  «Non mi candido», è la premessa di Vozza che continua «non ho tessere di partito, tantomeno una coalizione alle spalle». Ma rivendica «il diritto di parola da cittadino, in una fase complicata per la città». Secondo l’ex sindaco: «Il colpo che ha avuto la città per lo scioglimento rimane, ma tutti hanno diritto a difendersi davanti ai giudici. I rilievi fatti dalla commissione d’accesso durante la mia amministrazione, sono caduti tutti in Tribunale – ricorda Vozza, che aggiunge – La camorra è presente, la vicenda che si è verificata al rione Savorito è gravissima e non si può pensare di sottolinearlo solo quando c’è la politica alla guida della città». Il riferimento è alle indagini sullo stop al mercato rionale di giovedì scorso nel quartiere Savorito, che secondo una pista investigativa potrebbe essere legato a un’imposizione da parte del clan per la morte del cognato del boss Imparato. «Sarebbe il caso di convocare il comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica e attivare tutti i meccanismi necessari a ripristinare la legalità». Una frase che suona forte se contestualizzata in un momento in cui alla guida della città c’è una commissione anti-camorra: «I commissari devono aprirsi all’ascolto – dice Vozza – Castellammare ha intelligenze, professionisti che possono dare un contributo. La narrazione non può essere solo legata all’abbandono della città negli ultimi dieci, venti anni, come ho sentito più volte, anche perché non va dimenticato che dal 2010 a oggi a governare Castellammare forse sono stati più i commissari prefettizi che la politica». Per questo motivo l’ex sindaco auspica «la convocazione di un’assise cittadina, in cui possano esprimersi associazioni, sindacati e partiti politici – continua Vozza – Ci sono tantissimi finanziamenti, dalla riconversione della tratta ferroviaria, fino alle Antiche Terme, passando per la Reggia di Quisisana che non possono essere sprecati. Sono tutte questioni che dovranno essere avviate prima dell’arrivo della nuova amministrazione, ma sulle quali la città ha il diritto di dire la sua». A cominciare dalle Terme: «Forse la Regione sta veramente decidendo d’intervenire per le Nuove Terme, prima che finiscano all’asta – dice Vozza – Ma se lì non si farà più termalismo bisogna ragionare bene sul progetto per le Antiche Terme, perché resta l’unica opportunità per riattivare quella linea di sviluppo». Da qui l’appello alla politica: «Ho parlato Vincenzo De Luca e Gaetano Manfredi – dice Vozza – Serve un segno tangibile dell’impegno della Regione e della Città Metropolitana. Penso che istituire uno sportello di Sviluppo Campania tra Castellammare di Stabia e Torre Annunziata sarebbe un bel messaggio per tutto il territorio». Rispetto al quadro politico stabiese Vozza boccia «il finto civismo» degli ultimi anni e sprona i partiti «a tornare protagonisti», sostenendo «per la prima volta ho votato Partito Democratico alle elezioni Politiche, ma ritengo che sia stato sbagliato non unire le forze nel centrosinistra – e conclude – Adesso è il momento di aprire tavoli di lavoro, per dare un segnale alla città e fargli capire che abbiamo capito la lezione. Se aspettiamo la fine del 2023 saremo costretti per l’ennesima volta ad assistere alla corsa a formare carrozzoni politici, a leggere programmi elettorali che diranno sempre le stesse cose degli ultimi 20 anni e nel frattempo la città avrà perso occasioni fondamentali per lo sviluppo». ©riproduzione riservata

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