Alberto Dortucci

Giovani asfissiati dal gas a Milano: indagato il titolare del residence

Alberto Dortucci,  
Avviso di garanzia per l'imprenditore accusato di omicidio colposo. Il mistero della caldaia: era stata revisionata due giorni prima della tragedia

Giovani asfissiati dal gas a Milano: indagato il titolare del residence

Torre del Greco. Arriva una prima svolta nell’inchiesta aperta dalla procura di Milano sulla tragedia costata la vita a Francesco Mazzacane, il ventiquattrenne di Torre del Greco «emigrato» al Nord a inizio ottobre per un tirocinio presso un supermercato della catena Esselunga. Mentre il compagno della vittima resta ricoverato in gravi condizioni all’ospedale Niguarda – il ventunenne Pietro Caputo, originario di Pompei e residente a Torre Annunziata, non ha mai ripreso conoscenza e la prognosi resta riservata – il pubblico ministero Luigi Luzi ha iscritto il primo nome nel registro degli indagati: si tratta dell’imprenditore e legale rappresentante del residence Linate di Novegro – frazione di Segrate – in cui è avvenuta la tragedia. L’uomo è accusato di omicidio colposo e lesioni colpose. Un atto dovuto, per consentire all’indagato di nominare un proprio consulente di fiducia per partecipare agli accertamenti irripetibili – a partire dall’autopsia sulla salma della vittima – previsti dagli investigatori. Ma il nome del titolare della struttura ricettiva in cui aveva affittato un appartamento Francesco Mazzacane potrebbe non restare l’unico sul registro degli indagati.

Il giallo della revisione

Dai primi accertamenti eseguiti dagli investigatori – le indagini sono state affidate ai carabinieri di San Donato Milanese – sarebbe, infatti, emerso un particolare inquietante: la caldaia da cui si è sprigionato il monossido di carbonio «entrato» nella stanza in cui dormiva la coppia era stata revisionata solo due giorni prima della tragedia, passando evidentemente tutti i controlli in materia di sicurezza. Non solo: l’intero impianto di riscaldamento del residence Linate era stato installato durante i recenti lavori di ristrutturazione della struttura ricettiva. Insomma, il guasto o il cattivo funzionamento della caldaia potrebbero non essere (esclusiva) responsabilità del titolare del residence Linate. Al vaglio degli inquirenti c’è già la documentazione sull’impianto di riscaldamento della struttura per valutare eventuali anomalie o irregolarità. Non solo: il pubblico ministero disporrà una consulenza sulla caldaia – subito posta sotto sequestro dopo l’incidente – per accertare le condizioni dell’impianto al momento della tragedia. L’autopsia sul cadavere di Francesco Mazzacane, invece, sarà eseguita a inizio settimana. Poi la salma sarà liberata e restituita ai familiari per i funerali.

Le condizioni di Pietro

Restano gravi, intanto, le condizioni del compagno del ventiquattrenne: a 48 ore dal ricovero al Fatebenefratelli, i medici non hanno sciolto la prognosi per Pietro Caputo, ventunenne originario di Pompei e residente a Torre Annunziata sopravvissuto alla tragedia. Le prossime ore potrebbero essere decisive per capire se il peggio sia realmente alle spalle.

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