Asfissiati dal gas, Pietro Caputo è uscito dal coma

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Asfissiati dal gas, Pietro Caputo è uscito dal coma

Dopo giorni di apprensione e di dolore le prime, iniziali, buone notizie per Pietro Caputo, il giovane di Torre Annunziata rimasto asfissiato insieme al suo compagno, il 24enne Francesco Mazzacane di Torre del Greco. Quest’ultimo non ce l’ha fatta, mentre ieri Pietro a due giorni dal ricovero in ospedale è uscito dal coma. Ha scambiato qualche breve parola coi medici che lo hanno in cura e ha potuto salutare trale lacrime i familiari che non lo hanno mai abbandonato in questi tre giorni. Una storia che continua ad avere del paradossale considerato che, quando i familiari di Pietro Caputo sono andati a Milano erano convinti che il loro congiunto fosse morto. Così era stato detto loro dai soccorritori e dai carabinieri arrivati nell’appartamento di Milano in cui, forse per un malfuzionamento della caldaia, vi era stata una fuga di gas. Ad accorgersi che il giovane ricoverato in gravi condizioni al Fatebenefratelli di Milano non era il figlio ma il suo amico Pietro Caputo e che invece il suo ragazzo era morto è stata la madre di Francesco Mazzacane, il 24enne di Torre del Greco che in un primo momento le forze dell’ordine avevano dato come sopravvissuto alle esalazioni di monossido di carbonio. L’incidente si era verificato in un residence vicino all’aeroporto di Milano, dove soggiornava da inizio ottobre perché impegnato in uno stage lavorativo presso un’importante catena di supermercati. Del tragico scambio di persona e della drammatica scoperta ha fatto immediatamente il giro del web. Maria Onesto, la mamma di Francesco Mazzacane, era giunta in Lombardia insieme ad alcuni parenti (il padre del ragazzo, dal quale la donna si era già separata, è morto nel 2011) già mercoledì scorso dopo essere stata tra le prime ad allertare la struttura di accoglienza perché i ragazzi non rispondevano al telefono. “Dopo avere atteso all’esterno della sala dove sarebbe stato ricoverato mio nipote – ha raccontato il fratello di Maria Onesto ad alcuni conoscenti – i sanitari le hanno concesso di vedere il ragazzo. Solo in quel momento si è resa conto dello scambio di persona’’. Stando a quanto riferito dai carabinieri che stanno seguendo la vicenda, lo scambio di identità tra i due ragazzi è avvenuta perché i due al momento dell’intervento erano a letto e i documenti trovati nel cassetto hanno indotto al terribile scambio di persona. Poi il tragico riconoscimento quando è successivamente andata in obitorio. Diversa la sorte per i familiari di Pietro Caputo. Arrivati a Milano convinti che il ragazzo non ce l’avesse fatta hanno, poi, scoperto che il giovane si trovava in rianimazione anche se in gravi condizioni. A distanza di due giorni ecco la bellissima notizia. Pietro è uscito dal coma ed ha iniziato anche a parlare coi medici e con i parenti che si trovavano in ospedale. Ovviamente il giovane è ancora molto debole e necessita di cure. Per cui nei prossimi giorni sarà possibile per i parenti che sono a Milano poterlo riabbracciare.

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