Castellammare, festa dell’Immacolata: i silenzi del Comune

Tiziano Valle,  

Castellammare, festa dell’Immacolata: i silenzi del Comune

Castellammare. Mancano 24 giorni all’Immacolata, la festa più attesa dai cittadini stabiesi, ma di un bando che possa consentire l’accensione dei falò sull’arenile nemmeno l’ombra. Dalla politica al commissariamento alla guida di Palazzo Farnese, non cambia l’approccio del Comune a quella che è una tradizione che andrebbe governata. Se è vero che i commissari straordinari arrivati a Castellammare hanno ben altre priorità nella loro agenda, non può sfuggire che la festa dell’Immacolata è una questione di legalità, con la quale hanno dovuto fare i conti tutti i sindaci che si sono alternati alla guida di Palazzo Farnese. C’è chi in passato ha dovuto fare i conti con il taglio indiscriminato di alberi (che provocò un grave incidente ai danni di un treno della Circum); chi ha dovuto gestire sassaiole e lanci di oggetti contro le forze dell’ordine impegnate a non far accendere falò pericolosi per la vicinanza dei palazzi; chi si è ritrovato a dover gestire polemiche per le dediche dei neomelodici ai criminali o a vedere il nome della città sbattuto in prima pagina su tutti i quotidiani nazionali dopo che era stato inscenato il rogo del manichino di un collaboratore di giustizia. La passata amministrazione era convinta – seguendo un’idea già lanciata in passato – che la strada potesse essere quella di organizzare un palio dei falò sull’arenile legato a un maxi-evento (il concerto di Antonello Venditti, nel caso di specie dell’anno scorso), per portare via la gente dai quartieri e farla riversare in villa comunale. Ma il tentativo naufrago’ un po’ per colpa del Covid, ma soprattutto perché i bandi per individuare una ditta che potesse allestire le pire di legna partirono in clamoroso ritardo e l’organizzazione fu disastrosa. Oggi a 24 giorni dell’Immacolata non c’è ancora un bando, non si è capito se i falò sull’arenile ci saranno oppure no e nel frattempo si vedono quotidianamente giovani impegnati nella raccolta della legna utile ad allestire i falò illegali nei quartieri. Lo scenario più probabile per la sera del 7 dicembre è ancora una volta quello di una città militarizzata, dove i falò saranno accesi nei rioni a notte fonda per sfuggire ai controlli. Sarà penalizzata ancora una volta la stragrande maggioranza della popolazione stabiese che auspicherebbe un’organizzazione vera sull’arenile di Castellammare, per rispettare una tradizione secolare. Ma purtroppo deve arrendersi davanti a un Comune che non è mai stato in grado di recepire quelle che sono le esigenze dei cittadini stabiesi. E come al solito vincerà quella parte, fortunatamente minoritaria della città, che invece sguazza nell’illegalità.

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